Harry Potter e i Doni della Morte  
HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE


HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE
  
HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE

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Capitolo 10

IL RACCONTO DI KREACHER

 

Harry si svegliò presto la mattina seguente, coperto nel sacco a pelo sul pavimento della stanza. Uno squarzo di cielo era visibile tra le tende grosse. Era il blu caldo e pulito d'inchiostro acquoso, da qualche parte tra la notte e l'alba, e tutto era quieto tranne il respiro lento e profondo di Ron e Hermione. Harry diede loro uno sguardo che stavano sul pavimento accanto a lui. Ron aveva avuto un attacco di galanteria e avevo insistito che Hermione dormisse sui cuscini del divano, così che la sua forma splendeva sopra quella di Ron. Il suo braccio era curvo verso il pavimento, i suoi pollici di dita stavano su quelli di Ron. Harry si domandò se si erano addormentati tenendosi le mani. L'idea lo fece sentire stranamente solo. Guardò in su verso il soffitto ombroso, un lampadario a ragnatela. Meno di ventiquattro ore prima, stava alla luce del sole all'entrata del padiglione, aspettando per mostrarsi agli ospiti del matrimonio. Sembrava essere passata una vita. Cosa sarebbe dovuto accadere ora? Si sdraiò sul pavimento e pensò agli Horcrux e al compito depressivo che Silente gli aveva lasciato...Silente... Il dolore, che lo aveva posseduto da quando Silene era morto, era diverso. Le accuse che aveva sentito da Muriel al matrimonio sembravano aver occupato il suo cervello come cose malate, infettando i suoi ricordi di un mago che aveva idolatrato. Poteva aver Silente fatto accadere queste cose? Era stato come Dudley, contento di vedere l'abbandono e l'abuso fino a che non ne fu afflitto? Poteva aver girato le spalle a sua sorella che era in prigione e nascosta? Harry pensò a Godric's Hollow, alle tombe che Silente aveva menzionato che stavano lì, pensava ai misteriosi oggetti che lasciavano senza spiegazione il testamento di Silente, e al rancore che era aumentato nell'oscurità. Perché Silente non gliel'aveva detto? Perché non gli aveva spiegato? Si era preso cura Silente di Harry alla fine? O Harry era stato nient'altro che uno strumento da pulire e affinare, ma non da fidarsi e confidarsi? Harry non riusciva a stare sdraiato lì con niente se non acuti pensieri come compagnia. Disperato per qualcosa da fare, per distrarsi, uscì dalla sua tenda, prese la bacchetta e strisciò via dalla stanza. All'arrivo, sospirò –Lumos– e iniziò a salire le scale con la luce della bacchetta. Dall'altra parte c'era la stanza dove lui e Ron aveva dormito l'ultima volta che c'erano stati; diede uno sguardo dentro. Le porte dell'armadio erano aperte e le coperte erano state tolte. Harry ricordò la gamba del troll sconfitto al piano di sotto. Qualcuno aveva cercato la casa da quando l'Ordine era scappato. Piton? O forse Mundungus, che aveva svaligiato la casa prima o dopo che Sirius morisse? Lo sguardo di Harry vagabondò nel quadro che qualche volta conteneva Phineas Nigellus Black, il bis-bis-bisnonno di Sirius, ma era vuoto, non mostrando nulla se non una distesa di sfondo confuso. Phineas Nigellus stava evidentemente trascorrendo la notte nello studio del preside a Hogwarts. Harry continuò su per le scale fino a che non arrivò al più alto pianerottolo dove c'erano soltanto due porte. Quella che lo guardava aveva una targa dove c'era scritto Sirius. Harry non era mai entrato nella stanza di suo padrino prima d'ora. Aprì la porta, tenendo la bacchetta alta per fare più luce possibile. La stanza era spaziosa e una volta doveva anche essere stata bella. C'era un grande letto con una testiera di legno, un'altra finestra oscurata da tende di velluto e un lampadario in alto all'armadio di legno. Harry si spostò più dentro la stanza e mandò via dei topolini disturbati. Il giovane Sirius aveva tappezzato i muri con molti poster e foto che solo poca della seta argentea che ricopriva i muri era visibile. Harry poteva soltanto presumere che i genitori di Sirius erano stati incapaci di rimuovere l'Incantesimo di Adesione Permanente che li teneva sul muro perché era sicuro che non avrebbero apprezzato il gusto nella decorazione del loro figlio più vecchio. Sirius sembrava essersene andato per dar fastidio ai suoi parenti. C'erano troppi striscioni molto grandi di Grifondoro, con sfumate di rosso e oro solo per sottolineare la differenza dalla sua famiglia Serpeverde. C'erano molto fotografie di motociclette Babbane e anche (Harry doveva ammirare il nervo di Sirius) molti poster di ragazze Babbane in bikini. Harry poteva dire che erano Babbane perché erano rimasti quasi immobili nelle loro foto, con sorrisi sfumati e occhi che fissavano la carta. Questo era per contrasto con la fotografia del mondo magico sui muri che era una foto di quattro studenti di Hogwarts che stavano braccio a braccio, sorridendo alla fotocamera. Con un salto di piacere, Harry riconobbe suo padre, i suoi capelli neri e disordinati riscendevano sulla schiena come quelli di Harry, e anche lui portava gli occhiali. Accanto a lui c’era Sirius, trascuratamente bello, il suo volto lievemente arrogante, molto più giovane e felice di quanto Harry lo avesse mai visto da vivo. Alla destra di Sirius c’era Peter Minus, più basso di circa trenta centimetri, e più, grassoccio con occhi acquosi, arrossiva con piacere per essere stato ammesso nel più fantastico gruppo di amici, con quei ribelli più ammirati che erano stati James e Sirius. Alla sinistra di James c’era Lupin, persino allora con l’aspetto un po’ malandato, ma aveva la stessa aria di piacevole sorpresa nel trovarsi apprezzato ed incluso… o era semplicemente perché Harry sapeva come era stato il loro passato, che vedeva queste cose nel quadro? Tentò di tirarlo dal muro; ora, dopotutto, era suo, Sirius gli aveva lasciato ogni cosa, ma quello non si spostò nemmeno di un millimetro. Sirius non aveva dato nessuna possibilità ai suoi genitori di decorare di nuovo la sua stanza. Harry guardò l’ambiente circostante. Il cielo era sempre più luminoso: una colonna di luce rivelò un po’ di carte, libri e piccoli oggetti sparsi sul tappeto. Evidentemente anche la stanza di Sirius era stata perquisita, sebbene i suoi contenuti sembravano esser stati giudicati per la maggior parte, se non interamente, insignificanti. Alcuni libri erano stati scossi abbastanza da separarsi dalle loro copertine, e diverse pagine erano sparse sul pavimento. Harry si chinò, raccolse alcuni dei pezzi di carta, e li esaminò. Ne riconobbe uno come la parte di una vecchia edizione di Storia della Magia, Bathilda Bath, e un altro come appartenente ad un manuale di manutenzione per motociclette. Il terzo era scritto a mano e spiegazzato: lo spianò. Caro Felpato, grazie e grazie ancora per il regola di compleanno di Harry! È sempre stato il suo preferito. Solo un anno e già riesce a capire e a prendere una scopa giocattolo; sembra così felice. Ti invio una foto così lo puoi vedere. Sai quell'oggetto riesce ad alzarsi soltanto di due piedi da terra ma lui ha spaventato il gatto e ha rotto un orribile vaso che Petunia mi ha mandato per Natale (niente rimpianti qui). Certo, James pensava fosse divertente, dice che sarà un ottimo giocatore di Quidditch ma abbiamo dovuto riporre tutti i soprammobili e rassicurarci di tenere un occhio su dove và. Abbiamo fatto un ottimo compleanno a base di the, solo noi e la vecchia Bathilda Bath che è stata sempre dolce con noi e ora ama profondamente Harry. Ci dispiace che tu non sia potuto venire, ma l'Ordine viene prima, e Harry non è grande abbastanza da sapere che è il suo compleanno! James sta diventando un po’ frustrato, cerca di non mostrarlo ma io dico, dato che Silente ha ancora il suo Mantello dell'Invisibilità, che non c’è nessuna possibilità di una piccola escursione. Se ci verrai a trovare, ci farebbe molto piacere. Cody è stato qui lo scorso week-end. Penso che fosse un po’ giù, ma probabilmente era per il fatto di McKinnon; ho pianto tutta la notte quando l'ho saputo. Bathilda lascia andare molti giorni, è una donna affascinante con le sue divertenti storie su Silente. Non sono sicura che gli piacerebbe se lo venisse a sapere! Non so a quanto credere, alla fine perché sembra incredibile che Silente... Le estremità di Harry sembravano essersi stordite. Stava ancora in piedi, tenendo il miracoloso pezzo di carta nella sua dita nervose mentre dentro di lui una certa eruzione emanò gioia e dispiacere che lo colpivano alla stessa misura attraverso le vene. Muovendosi con passi incerti verso il letto, si sedette. Rilesse la lettera, ma non riuscì a trovare nessun altro significato rispetto alla prima volta, e si ridusse a guardare la calligrafia. Lei aveva fatto le sue “g” nello stesso modo in cui le faceva lui. Cercò nella lettera ognuna di loro, e ognuna era come una mossa amica che spuntava da dietro il Velo. La lettera era un tesoro incredibile, prova che Lily Potter era viva, molto viva, che la sua mano calda si muoveva ancora attraverso quella pergamena, mettendo l'inchiostro in quelle lettere, quelle parole, parole su di lui, Harry, suo figlio. Impazientemente si tolse le lacrime dagli occhi, e rilesse la lettera, questa volta concentrandosi sul suo significato. Era come ascoltare un po’ della sua voce. Avevano un gatto...forse era morto, come i suoi genitori a Godric's Hollow...o forse fuggì quando non ci fu più nessuno che gli diede da mangiare...Sirius gli aveva portato la sua prima scopa...i suoi genitori conoscevano Bathilda Bath; gliel'aveva introdotta Silente? “Silente ha ancora il suo Mantello dell'Invisibilità”...c'era qualcosa di buffo in ciò. Harry fece una pausa, riflettendo sulle parole della madre. Perché Silente aveva preso il Mantello dell'Invisibilità di James? Harry ricordò istintivamente quello che il Preside gli aveva detto anni prima; “Non serve un mantello per rendersi invisibili.” Forse alcuni meno dotati dell'Ordine avevano bisogno di quello, e Silente aveva agito a portarlo? Harry continuò... “Cody è stato qui...” Minus, il traditore. “Sembrava giù, vero?” Era consapevole che quella sarebbe stata l'ultima volta che avrebbe visto James e Lily vivi? E poi ancora Bathilda, che raccontava storie incredibili su Silente. “Sembra incredibile che Silente...” “Che Silente cosa?” Ma non c'era altro che sembrasse incredibile su Silente; che aveva ricevuto tanti bei voti in una prova di Trasfigurazione, per esempio era diventato una capra come Aberforth... Harry camminò e esaminò il pavimento: forse il resto della lettera era da qualche altra parte. Prese i fogli, muovendoli con ansia, aprì i cassetti, i libri, si mise su una sedia per guardare sopra l'armadio, e rovistò sotto il letto e la poltrona. Alla fine, mentre giaceva con la faccia in giù sul pavimento, individuò quello che sembrava essere un pezzo squarciato di carta sotto i cassetti. Quando lo prese, vide che era la fotografia che Lily gli aveva descritto nella lettera. Un bambino con i capelli neri si muoveva avanti e indietro nella foto su una piccola scopa, ridendo, e un paio di gambe che devono essere appartenute a James che stava dietro di lui. Harry piegò la fotografia e la mise in tasca con la lettera di Lily e continuò a cercare per il secondo pezzo. Dopo un altro quarto d'ora, in qualche modo fu costretto ad ammettere che il resto della lettera della madre era sparita. Era stata semplicemente persa nei sedici anni che erano trascorsi da quando era stata scritta, o era stata presa da qualcun'altro che la aveva cercata nella stanza? Harry lesse il primo ancora pezzo, questa volta cercando idee in modo da capire cosa potrebbe aver contenuto il secondo pezzo di così prezioso. La sua scopa giocattolo poteva duramente essere considerata interessante ai Mangiamorte... l'unica cosa potenzialmente utile era una possibile informazione su Silente. “Sembra incredibile che Silente...” –Cosa?– sbottò Harry frustrato. –Harry? Harry? Harry?– –Sono qui.– urlò –Cosa è successo?– Si sentirono dei passi fuori la porta, e Hermione entrò dentro.–Ci siamo svegliati e non sapevano dove fossi!– disse a perdifiato. Si girò e gridò sopra la sua spalla –Ron! L'ho trovato!– La voce disturbata di Ron fece da eco da molti piani sotto.–Bene! Digli da parte mia che è uno stupido!– –Harry, non scomparire, per cortesia, eravamo spaventati! Perché sei venuto qui comunque'?– Si girò intorno, osservando la stanza. –Cosa stavi facendo?– –Guarda cosa ho trovato!– Teneva con forza la lettera di sua madre. Hermione la prese e la lesse mentre Harry la guardava. Quando arrivò alla fine della pagina, lei lo guardò. –Oh, Harry...– –E c'è anche questa...– Le diede la foto strappata, e Hermione sorrise al bambino che faceva su e giù dalla sua scopa. –Stavo cercando il resto della lettera.– disse Harry –Ma non è qui.– Hermione si guardò intorno. –Hai messo in disordine, o era già così quando sei arrivato?– –Qualcuno l'ha cercata prima di me– disse Harry. –Penso proprio di si. Ogni stanza in cui ho guardato era stata già visitata. Cosa pensi che stessero cercando?– –Informazioni sull'Ordine, se fosse Piton…– –Ma pensa che ha già tutto quello che gli occorrerebbe. Voglio dire, stava nell'Ordine, no?>




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