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Capitolo 20
XENOFILIUS LOVEGOOD
Harry non aveva sperato che la collera di Hermione sbollisse durante la notte, perciò non lo sorprese il fatto che la mattina seguente comunicasse soprattutto con sguardi spiacevoli e silenzi eloquenti.
Ron rispose a queste provocazioni mantenendo un comportamento ombroso e poco naturale per lui, come un segno esterno di continuo pentimento.
In realtà, quando i tre stavano insieme, Harry si sentiva come l'unico afflitto in una funzione funebre alla quale erano accorse poche persone. Tuttavia, durante i pochi momenti che Ron passava da solo con Harry, prendendo dell'acqua o cercando champignon nella sterpaglia, Ron diventava sfacciatamente allegro.
—Qualcuno ci ha aiutato— diceva tutto il tempo. -Qualcuno ha inviato quella cerva. Qualcuno sta dalla nostra parte. Un Horcrux in meno, amico!-
Incoraggiati dalla distruzione del medaglione, si misero a discutere sulle possibili localizzazioni degli altri Horcrux e, benché avessero discusso prima il tema con molta frequenza, Harry si sentiva ottimista, sicuro che altre scoperte importanti si sarebbero susseguite alla prima.
La rabbia di Hermione non poteva rovinare il suo umore ottimista: il repentino aumento della sua fortuna, l'apparizione della misteriosa cerva, il recupero della spada di Grifondoro e, al di sopra di tutto, il ritorno di Ron, rendevano Harry tanto felice che per lui era abbastanza difficile mantenere un'espressione seria.
Alla fine del pomeriggio, lui e Ron scapparono di nuovo dall'espressione accigliata di Hermione e, col pretesto di frugare nelle siepi vuote alla ricerca di more inesistenti, ripresero lo scambio di idee.
Finalmente Harry era riuscito a raccontare a Ron la storia completa dei distinti eventi che avevano vissuto lui e Hermione da quando se ne era andato fino alla fuga da Godric's Hollow. Ora ron stava informando Harry di tutto quello che aveva scoperto sull'ampio mondo magico durante le settimane che era stato fuori.
—… e come avete scoperto il Tabù?— domandò a Harry dopo aver spiegato i molti tentativi disperati che facevano i figli di babbani per evitare di presenziare davanti al Ministero.
—Il che?-
—Tu e Hermione avete smesso di dire il nome di Tu.Sai-Chi!-
—Oh, si. Beh, è semplicemente una cattiva abitudine nella quale siamo caduti.— disse Harry. —Ma non ho problemi a chiamarlo V…—
-NO!- muggì Ron, facendo sì che Harry saltasse fuori dalla siepe e che Hermione, col naso sepolto in un libro all'entrata del negozio, li guardasse con cipiglio corrugato.
—Scusa,— disse Ron, aiutando Harry per tirarlo fuori dai rovi —il nome è stato maledetto, o almeno è ciò che si dice in giro. Usare il suo nome rompe incantesimi protettivi, causa qualche tipo di perturbazione magica… Ma certo! Dev'essere così che ci hanno trovato a Tottenham Court Road!-
—Perché abbiamo usato il suo nome?-
—Esatto! Bisogna riconoscergli il merito, ha senso. Solo la gente che si prendeva sul serio osava dirlo, come Silente. Ora che gli hanno messo un Tabù, chiunque lo dica puo essere inseguito… un modo rapido e facile per trovare i membri dell'Ordine! Stavano quasi per prendere Kingsley...—
-Sul serio?-
—Sì, un gruppo di mangiamorte l’aveva rinchiuso, come ha detto Bill, ma è riuscito a scappare. Ora é in viaggio, come noi.— Ron si grattò pensosamente il mento con la punta della sua bacchetta. —Non credi che potesse essere Kingsley quello che ci ha mandato la cerva?-
—Il suo patronus è una lince, lo abbiamo visto al matrimonio, ricordi?-
—Oh, sí…Sì- si allontanarono tra le siepi, lontano dalla tenda e da Hermione.
—Harry… non credi che potesse essere Silente?-
—Silente che cosa?-
Ron sembrò un po'imbarazzato, ma disse a voce bassa: —Silente… la cerva. Voglio dire…— Ron stava guardando Harry di traverso. —Sai...è stato l'ultimo ad avere la vera spada, no?-
Harry non rise di Ron, perché capiva troppo bene la piccola speranza della domanda. L'idea che Silente fosse riuscito a trovarli che li stesse osservando, aiutando, sarebbe stata completamente confortante. Tuttavia fece un cenno di diniego con la testa.
—Silente è morto.— disse —Ho visto com’è successo, ho visto il corpo. Se ne è andato definitivamente. Ad ogni modo, il suo patronus era una fenice, non una cerva-
—Ma il patronus può cambiare, vero?— disse Ron. —Quello di Tonks l’ha fatto, no?-
—Sì, ma se Silente fosse vivo, non si mostrerebbe? Perché non ci avrebbe dato direttamente la spada?-
—Non saprei...—disse Ron. —Per la stessa ragione per la quale non te l’ha data mentre era vivo, immagino...La stessa ragione per la quale ti ha lasciato un vecchio boccino ed a Hermione un libro con racconti per bambini...-
—E quale sarebbe?— domandò Harry, girandosi a guardare il viso di Ron, aspettando una risposta.
—Non lo so— disse Ron —A volte pensavo, quando ero un po' frustrato che stava semplicemente scherzando o… o che voleva solo rendere la cosa più difficile. Ma non credo che sia così, oramai no. Sapeva quello che stava facendo quando mi ha lasciato lo spegnino, no? Lui… beh— Le orecchie di Ron divennero di un colore rosso brillante, e rimase assorto con una zolla di prato ai suoi piedi -Sapeva che sarei andato via correndo.-
—No— lo corresse Harry —Sapeva che saresti voluto tornare.-
Ron lo guardò, grato, ma ancora imbarazzato.
In parte per cambiare tema, Harry disse: —Parlando di Silente, hai visto quello che ha scritto Rita Skeeter su di lui?-
—Oh, sì!—disse subito Ron —la gente parla molto di quest'argomento. Ovviamente, se le cose fossero differenti, sarebbero notizie enormi, che Silente fosse amico di Grindelwald e tutto il resto, ma ora è solo qualcosa da ridere per la gente alla quale non piaceva Silente, ed un piccolo schiaffo sul viso per tutti quelli che pensavano che fosse un tipo stupendo. Benché non mi sembra tanto importante. Era veramente giovane quando…—
-Di età— disse Harry, replicò a Ron, le stesse cose dette a Hermione e, qualcosa nella sua espressione, sembrò far decidere a Ron di non seguire col tema.
Un grande ragno era steso nel mezzo di una ragnatela congelata su dei rovi. Harry lo mirò con la bacchetta che gli aveva dato Ron la notte prima, quella che Hermione si era degnata di esaminare, e che aveva detto fosse fatta di pruno.
—Engorgio!-
Il ragno tremolò per un istante, saltando leggermente nella tela. Harry tentò di nuovo. Questa volta il ragno aumentò un po' di volume.
—Smettila— disse Ron con voce dura. Dopo aver sentito che Silente era giovane, Harry aveva dimenticato l'odio che sentiva Ron verso i ragni.
—scusa… Reducio!-
Il ragno non rimpicciolì. Harry abbassò lo sguardo verso la bacchetta di pruno. Ogni incantesimo minore che aveva realizzato fino a quel giorno, era sembrato meno poderoso di quelli prodotti con la sua bacchetta di fenice. Questo gli dava una cattiva sensazione, poco familiare, come avere la mano di un'altra persona cucita alla fine del braccio.
—Devi solo fare pratica...—disse Hermione che si era avvicinata loro da dietro in silenzio ed aveva osservato ansiosa mentre Harry cercava di aumentare e ridurre il ragno. —È tutta questione di fiducia, Harry.-
Lui capì perché voleva che si sentisse meglio: si sentiva ancora colpevole per avergli rotto la bacchetta. Si divorò la replica che germogliò alle sue labbra, che poteva rimanere con la bacchetta di pruno se pensava che non ci fosse differenza ed invece lui avrebbe preso la sua. Tuttavia, desiderando che tutti tornassero ad essere amici, fu d’ accordo; ma quando Ron guardò Hermione con un sorriso indeciso, lei andò via adirata e sparì un'altra volta dietro il libro.
I tre tornarono alla tenda quando arrivò l'oscurità, e Harry si incaricò del primo turno di guardia. Seduto all'entrata, cercò di far levitare con la bacchetta di pruno alcune piccole rocce ai suoi piedi; ma ancora la sua magia sembrava più rozza e meno poderosa di quella che aveva avuto prima.
Hermione era sdraiata nella sua cuccetta a leggere, mentre Ron, dopo avergli lancuati molti sguardi nervosi, aveva tirato fuori una piccola radio di legno dal suo zaino e stava cominciando a cercare di sintonizzarla.
—C'è un programma— disse a voce bassa a Harry —che racconta le notizie vere. Tutti gli altri stanno dalla parte di tu-sai-chi e stanno seguendo la linea del Ministero, ma questo… spera di ascoltarlo, è geniale. A meno che non possano farlo tutte le notti, devono cambiare continuamente localizzazione per evitare delle retate e c’è bisogno di una parola d'Ordine per sintonizzarla… Il problema è che ho perso l’ultima.-
Tamburellò leggermente con la bacchetta nella parte superiore della radio, farfugliando a voce bassa parole strane. Lanciò a Hermione molti sguardi dissimulati, chiaramente temendo uno scatto d’ira, ma per tutta l'attenzione che gli prestò, Ron poteva non essere stato lì.
Durante i circa dieci minuti in cui Ron dava colpetti e farfugliava, Hermione voltò la pagina del suo libro, e Harry continuò ad esercitarsi con la bacchetta di pruno.
Finalmente Hermione scese dalla sua cuccetta. Ron smise subito di dare colpetti.
—Se sto disturbando... —disse a Hermione con nervosismo.
Hermione non si degnò nemmeno di rispondere, ma si avvicinò a Harry. —Dobbiamo parlare— disse.
Lui guardò il libro che ancora teneva in mano. Era La Vita e le Bugie di Albus Silente.
—Di che cosa?— disse con apprensione. Gli passò per la mente che ci fosse un capitolo su di lui; non era sicuro di come si sarebbe sentito ascoltando la versione di Rita della sua relazione con Silente. Tuttavia, la risposta di Hermione fu completamente inaspettata.
—Dobbiamo incontrare Xenophilius Lovegood-
Lui rimase di sasso, guardandola fisso.
—Come dici?-
—Xenophilius Lovegood, il padre di Luna. Voglio andare a parlare con lui!-
—Ehi… perché?-
Lei inspirò profondamente, come se si stesse preparando, e disse: —È quel marchio, il marchio di Beedle il Bardo. Guarda questo!-
Mise La Vita e Bugie di Albus Silente sotto gli occhi di Harry e vide una fotografia della lettera originale che Silente aveva scritto a Grindelwald, con la conosciuta fine scrittura obliqua. Odiava vedere una prova assoluta che realmente Silente aveva scritto quelle parole e che non erano state invenzione di Rita.
—La firma— disse Hermione. -Guarda la firma, Harry!-
Lui ubbidì. Per un momento non seppe di che cosa stava parlando, ma, esaminandola più da vicino con l'aiuto della bacchetta accesa, vide che Silente aveva rimpiazzato la "A" di Albus con la piccola versione dello stesso marchio triangolare scritto su "I Racconti di Beedle il Bardo".
—Ehi… che cosa state…?— disse Ron, vacillando, ma Hermione lo schiacciò con un sguardo e si girò verso Harry.
—Continua ad apparire, vero?— disse lei —So che Viktor disse che era il marchio di Grindelwald, ma stava anche in quella vecchia tomba di Godric's Hollow e le date della lapide erano di molto precedenti alla comparsa di Grindelwald! Beh, non possiamo domandare a Silente o Grindelwald quello che significa il marchio, non sappiamo neanche se Grindelwald è ancora vivo, ma possiamo domandare al signor Lovegood. Portava addosso il simbolo al matrimonio. Sono sicura che questo è importante, Harry!-
Harry non rispose immediatamente. Guardò il suo viso intenso ed ansioso, e dopo deviò la vista verso fuori, verso l'oscurità che li circondava, pensando.
Dopo una lunga pausa, disse: —Hermione, non abbiamo bisogno di un'altra Godric's Hollow. Siamo sicuri di voler andare lí?—
-Continua ad apparire, Harry! Silente mi ha lasciato I Racconti di Beedle il Bardo, come sai che non sia proprio a causa di quel simbolo?-
—Torniamo ancora su questo argomento!— Harry si sentì leggermente esasperato. —Continuiamo a cercare di convincerci che Silente ci abbia lasciato segni segreti e piste...—
-Lo Spegnino è risultato essere molto utile— disse Ron alzando la voce. —Credo che Hermione abbia ragione, dovremmo andare a trovare Lovegood.-
Harry gli lanciò un sguardo ombroso. Era abbastanza sicuro che l'appoggio di Ron verso Hermione aveva poco a che vedere col desiderio di conoscere il significato della runa triangolare.
—Non sarà come a Godric's Hollow— aggiunse Ron. -Lovegood sta della nostra parte, Harry. Il Cavillo è stato a tuo favore tutto questo tempo, continua a dire a tutto il mondo che devono aiutarti!-
—Sono sicura che questo sia importante!— disse Hermione, seria.
—Ma non credete che se lo fosse stato, Silente me l'avesse detto prima di morire?-
—Forse… forse è qualcosa che devi verificare tu stesso...—disse Hermione, come se si stesse aggrappando ad un chiodo ardente.
—Sì— disse Ron, con atteggiamento servile. —Questo ha senso.-
—No, non ce l'ha— l'infilzò Hermione. —ma credo comunque che dobbiamo parlare col signor Lovegood. Un simbolo che unisce Silente, Grindelwald e Godric's Hollow? Harry, sono sicura che dovremmo saperne di più sull'argomento!-
—Credo che dovremmo fare una votazione— disse Ron. -Quelli a favore di andare a trovare Lovegood…?- La sua mano si alzò sparata prima di quella di Hermione. Le labbra di lei tremarono sospettosamente mentre alzava la sua.
—Sorpassato ai voti, Harry.— disse Ron, dandogli una pacca sulla schiena.
—Bene—disse Harry, mezzo divertito, mezzo irritato. —Ma una volta che avremo fatto visita a Lovegood, tenteremo con più forze di trovare gli Horcrux mancanti, d'accordo? Dove vive Lovegood? Qualcuno di voi lo sa?-
—Sì, non stanno molto lontano da casa mia— disse Ron. -Non so esattamente dove, ma mamma e papà indicano sempre verso le colline quando li menzionano. Non deve essere molto difficile da trovare.-
Quando Hermione si fu sistemata nella sua cuccetta, Harry abbassò la voce. —Sei stato d’accordo solo per riappacificarti con lei.-
—In amore e in guerra tutto è lecito— disse allegramente Ron —Secondo me è un po' di entrambi. Ma pensa, sono le ferie di natale, Luna sarà a asa!-
Avevano un'eccellente vista del paese di Ottery St. Catchpole dal pendio ventoso in cui si Materializzarono la mattina seguente. Dalla loro vantaggiosa posizione elevata, il paese sembrava una collezione di case giocattolo dentro i grandi raggi di luce inclinati che si estendevano dagli spazi tra le nuvole alla terra.
Rimasero fermi un minuto o due, guardando la Tana, proteggendosi gli occhi dal sole con le mani, ma tutto quello che furono capaci di distinguere furono le alte siepi e gli alberi dell'orto che davano alla piccola casa storta una protezione da occhi babbani.
—È strano, essere tanto vicino, ma non fare una visita...— disse Ron.
—Beh, li hai visti da poco. Eri qua a Natale— disse freddamente Hermione.
—Non ero alla Tana!— disse Ron con una risata incredula. —Credi che andassi lì e dire loro che sono andato via correndo? Sì, Fred e George non mi avrebbero dato tregua. E Ginny, sarebbe stata veramente comprensiva.- aggiunse, sarcastico.
—Ma dove sei andato allora?— domandò Hermione, sorpresa.
—Nella nuova casa di Bill e Fleur. Shell Cottage. Bill è stato sempre buono con me. No… non è rimasto impressionato quando gli ho raccontato quel che avevo fatto,e non ha insistito su questo argomento. Sapeva che io ci soffrivo. Nessuno della famiglia sa che sono andato lì. Bill ha detto a mamma che lui e Fleur non sarebbero andati a casa per Natale perché volevano stare soli. Sai, le prime ferie dopo essersi sposati. Non credo che a Fleur importasse. Sai bene che odia Celestina Werbeck.— Ron diede le spalle alla Tana. —Proviamo qui!— disse, costeggiando il percorso sulla cima della collina.
Camminarono per poche ore, Harry nascosto sotto il Mantello dell’ Invisibilità davanti all'insistenza di Hermione. Il gruppo di colline basse sembrava essere disabitato, salvo per una piccola casa di campagna che sembrava abbandonata.
—Credi che sia quella e che sono andati via per il Natale?— disse Hermione, guardando attraverso la finestra una piccola cucina ordinata con gerani sul davanzale.
Ron sbuffò. —Ascolta, penso che saresti capace di capire qual è la casa dei Lovegood guardando nella sua finestra. Proviamo il prossimo gruppo di colline.-
Cosicché si Materializzarono pochi chilometri più a nord.
—Ah!— gridò Ron, mentre il vento gli frustava i capelli e i vestiti. Ron stava guardando verso l'alto, verso la cima della collina sulla quale si erano Materializzati, dove una casa con aspetto piuttosto strano si ergeva verso il cielo, con un gran cilindro nero che aveva una luna fantasmagorica che scendeva penzoloni dal il cielo pomeridiano. -Quella deve essere la casa di Luna, chi altro vivrebbe in un posto come quello? Sembra un gracchio gigante!-
—Non somiglia per niente ad un uccello— disse Hermione, corrugando il cipiglio verso la torre.
—Stavo parlando di una torre degi scacchi— disse Ron —Un castello per te.-
Le gambe di Ron erano le più lunghe, perciò arrivò per primo sulla cima della collina. Quando Harry e Hermione lo raggiunsero, ansimanti e con punzecchiature ai lati del corpo, lo trovarono a sorridere ampiamente.
—È la sua.—disse Ron. —Guardate.-
Tre insegne dipinte a mano erano state inchiodate ad un'inferriata sciupata.
Nel primo si leggeva:
" IL PERMALOSO EDITORE: X.LOVEGOOD
Nel secondo:
"Sceglii il Tuo MUÉRDAGOE"
Infine, nel terzo:
"Non Toccare Le Prugne Dirigibili!"
L’ inferriata stridette quando l'aprirono. La strada zigzagante che portava fino alla porta principale era coperta di una varietà di strane piante, incluso$ un arbusto coperto di frutti simili ad arance e un'arbusto coperto di ravanelli che a volte Luna portava con sé.
Harry credette di riconoscere un Pugnacio e si mantenne lontano dal ceppo marcio. Due anziani meli silvestri, piegati dal vento, privi di foglie ma ancora pieni di frutti rossi dal volume di baie e corone di arbusti di vischio con gocce bianche, erano posizionati come sentinelle ad ogni lato della porta. Una piccola civetta con la testa leggermente schiacciata e simile ad un falco, li guardava da uno dei rami.
—È meglio che ti tolga il mantello dell’Invisibilità, Harry.— disse Hermione. -Il signor Lovegood aiuterebbe te e non noi.-
Harry seguì il suggerimento, si tolse il mantello che Hermione conservò nella sua borsetta. Allora lei bussò tre volte alla grossa porta nera che era incrostata di chiodi di ferro ed aveva un campanello a forma d’aquila.
Erano passati appena dieci secondi quando la porta si aprì improvvisamente ed apparve Xenophilius Lovegood, che era scalzo e portava quella che sembrava essere una camicia da notte macchiata. I suoi lunghi capelli, che ricadevano come ciocche di cotone dolce, erano sporchi e disordinati. In confronto, al matrimonio di Bill e Fleur Xenophilius era assolutamente elegante.
—Che cosa? Che succede? Chi siete? Che cosa volete?— cinguettò con voce stridula e piagnucolosa, guardando in primo luogo Hermione, dopo Ron, e finalmente Harry. Guardandolo la sua bocca si aprì in un perfetto e comico "O".
—Salve, signor Lovegood— disse Harry stendendo la sua mano. -Sono Harry, Harry Potter.-
Xenophilius non strinse la mano di Harry, benché l'occhio che puntava verso il suo naso scivolò direttamente alla cicatrice sulla fronte di Harry.
—Le starebbe bene farci entrare?— domandò Harry —C'è qualcosa che ci piacerebbe domandarle.-
—No… non sono sicuro che sia consigliabile...— sussurrò Xenophilius. Inghiottì e diede un'occhiata rapida attorno al giardino. -È abbastanza sorprendente… caspita… io… temo che penso che non sareste dovuti…—
-Non ci vorrà molto— disse Harry, leggermente deluso per quel benvenuto assai poco caloroso.
—Io… oh, va bene allora. Entrate, veloci. Veloci!-
Avevano appena attraversato la soglia quando Xenophilius chiuse con forza la porta dietro di loro. Si trovavano in una delle cucine più peculiari che Harry avesse mai visto. La stanza era perfettamente circolare, da quel che sembrava stavano in un albero da pepe gigante. Tutto era ricurvo per incastrare cose nelle pareti:il fornello, il lavello e gli armadi, tutti erano stati dipinti con fiori, insetti ed uccelli di brillanti colori. Harry credette di riconoscere lo stile di Luna: l'effetto, in uno spazio tanto chiuso, era leggermente opprimente. In mezzo al pavimento, una scala di ferro fatta a spirale portava ai piani superiori. Dal piano di sopra arrivavano un mucchio di strepiti : Harry si domandò cosa stesse facendo Luna.
—È meglio che saliate— disse Xenophilius, ancora con aspetto eccessivamente scomodo, ed innestò la marcia.
La stanza di sopra sembrava essere un misto tra un salone e un posto di lavoro e, essendo così, era ancora più sovraffolata della cucina.
Benché molto più piccola e completamente rotonda, in qualche modo la stanza ricordava la Sala delle Necessità nell'indimenticabile occasione in cui si era trasformato in un labirinto gigante che conteneva oggetti nascosti da secoli. C'erano pile su pile di libri e carte di ogni genere. Delicati modellini fatti a mano di creature che Harry non riconobbe, tutte battevano le ali o chiudevano le mandibole, pendendo dal soffitto.
Luna non era lì: la cosa che stava creando tanta baldoria era un oggetto di legno coperto di ruote dentate che giravano magicamente. Sembrava l'estranea prole di una banca di lavoro e di una vecchia libreria, ma dopo un momento, Harry dedusse che era una stampante antica, per il fatto che stava producendo in serie "Il Cavillo".
—Perdonatemi— disse Xenophilius, e si avvicinò fino alla macchina, afferrò una tovaglia sporca sotto all'immensa quantità di libri e carte che cadevano a terra e la lanciò sulla stampa, attenuando in qualche modo le rumorose esplosioni e strepiti. Allora guardò Harry.—Perché siete venuti quì?-
Tuttavia, prima che Harry potesse parlare, Hermione si lasciò scappare un piccolo gemito.
—Signor Lovegood… che cos'è quello?-
Stava indicando un enorme corno grigio in spirale, non molto diverso da quello di un unicorno che stava posizionato su un'altra parete, che emergeva di alcuni metri nella stanza.
—È il corno di un Ricciocorno Schiattoso dal corno rugoso— disse Xenophilius.
—No, non lo è!— disse Hermione.
—Hermione...— mormorò Harry, imbarazzato —Adesso non è il momento…—
-Ma Harry, è un corno di Erumpent! È un Materiale non Commerciabile di Classe B ed è qualcosa di eccessivamente pericoloso da avere in casa!-
—Come sai che è un corno di erumpent?— domandò Ron, allontanandosi dal corno il più rapidamente possbile, tenendo conto dell'estremo disordine della stanza.
—Ce n'è una descrizione in "Animali fantastici dove trovarli"! Sig. Lovegood, deve disfarsi subito di quello, non sa cosa può causare al minore contatto?
—Il ricciocorno Schiattoso dal corno rugoso— disse molto chiaramente Xenophilius, con espressione testarda —è una creatura paurosa e molto magica, ed il suo corno…—
-Signor Lovegood, riconosco le scanalature attorno alla base. È un corno di erumpent ed è incredibilmente pericoloso… non so dove lei…—
-L’ho comprato— disse Xenophilius in modo dogmatico —due settimane fa, da un incantatore giovane mago che conosceva il mio interesse nello squisito Ricciocorno Schiattoso. Una sorpresa natalizia per la mia Luna. Ora,— disse, girandosi verso Harry —esattamente, perché è venuto qui, signor Potter?-
—Ci serve il suo aiuto.— disse Harry, prima che Hermione potesse ricominciare.
—Ah!— disse Xenophilius —Aiuto. Hmm.-
Il suo occhio buono si spostò di nuovo sulla cicatrice di Harry. Sembrò simultaneamente terrorizzato ed affascinato.
—Sì. La cosa è… aiutare Harry Potter… abbastanza pericoloso…—
-Ma non è lei quello che continua a dire a tutti che il loro primo dovere è aiutare Harry?— disse Ron. -In quella sua rivista?-
Xenophilius lanciò un sguardo alla stampante nascosta, ancora che produceva esplosioni e strepitii sotto la tovaglia.
—Ehmm… sì, ho espresso quell'idea. Senza embargo…—
-Questo affinché tutti gli altri lo facciano, ma non lei in persona?— disse Ron.
Xenophilius non rispose. Continuò a inghiottire, con gli occhi che volteggiavano tra i tre. Harry ebbe l'impressione che stava sperimentando una dolorosa lotta interna.
—Dov’è Luna?— domandò Hermione. —Vediamo cosa ne pensa.-
Xenophilius inghiottì improvvisamente. Sembrò prendere coraggio. Finalmente disse con voce tremula e difficile da sentire a causa del rumore della stampa: —Luna sta giù al ruscello, sta pescando Plimpies di acqua dolce. A lei… piacerà la pelliccie di zibellino. Scenderò a chiamarla allora… sì, molto bene. Cercherò di aiutarvi.-
Sparì per la scala a spirale e sentirono la porta principale aprirsi e chiudersi. Si guardarono l'un l'altro.
—Vecchia verruca vigliacca— disse Ron. —Luna ha dieci volte più fegato.—
-Probabilmente è preoccupato per quello che possa succedere se i Mangiamorte vengono a sapere che siamo stati quì— disse Harry.
—Beh, io sono d’accordo con Ron— disse Hermione. —Orribile vecchio ipocrita, dire a tutto il mondo che ti aiuti e poi cercare di sfuggire alla nostra presenza. E per l'amor di Dio, mantenetevi lontani da quel corno!
Harry andò fino alla finestra dall'altro lato della stanza. Potè vedere un ruscello, un corpo magro e rilucente sdraiato molto sotto di loro alla base della collina. Stavano ad una certa altezza; un uccello passò volteggiando per la finestra mentre guardava in direzione della Tana, ora visibile oltre un'altra linea di colline.
Ginny stava lì, da qualche parte. Oggi erano più vicini l'uno all'altro di quanto lo fossero stati da mesi, ma Ginny non poteva sapere che ora stava guardando verso di lei, che stava pensando a lei. Supponeva che avrebbe dovuto rallegrarsi per quel motivo; chiunque entrasse in contatto con loro era in pericolo. L'atteggiamento di Xenophilius lo provava.
Si allontanò dalla finestra ed il suo sguardo scivolò su un altro oggetto peculiare posto in una credenza ricurva e disordinata: un busto di pietra di una bella strega ma dallo sguardo severo che portava un'acconciatura piuttosto strana. Due oggetti che sembravano dei cornetti acustici dorati si curvavano all'estremità. Un piccolo paio di rilucenti ali azzurre stavano incollate ad un nastro di cuoio che percorreva la parte superiore della testa, mentre una specie di ravanello arancione era incollato ad un secondo nastro attorno alla fronte.
—Guardate questo— disse Harry.
—Affascinante—disse Ron. —Sono sorpreso che non lo portasse al matrimonio.-
Sentirono la porta anteriore chiudersi, e in un attimo, Xenophilius risalì per la scala a spirale ed entrò nella stanza, con le sue magre gambe ora in stivali di gomma, portando un vassoio con tazze di un colore vivo ed una teiera fumante.
—Ah!Avete visto la mia invenzione preferita— disse, mettendo il vassoio in braccio a Hermione ed unendosi a Harry al fianco della statua. -Posto, in maniera abbastanza adeguata, nella testa della bella Cosetta Corvonero c'è il suo Diadema Perduto. "Un'ingegno smisurato è per una mago dono grato!"-
Indicò vari oggetti, come i cornetti acustici. —Questi sono sifoni di torposoplo… per eliminare tutte le fonti di distrazione dell'area immediata del pensatore. Lì,— indicò le piccole ali —un'elica di billywig, per provocare un sublime stato di coraggio. Finalmente, — indicò il ravanello arancione —la Prugna Dirigibile, per rialzare l'abilità di accettare le cose straordinarie-
Xenophilius si diresse di nuovo al vassoio col tè che Hermione aveva tenuto in equilibrio in modo precario su uno dei tavoli laterali sovraffolati.
—Posso offrirvi un'infusione di gurdirraíz?— disse Xenophilius —La fabbrichiamo noi.—
Quando incominciò a versare la bibita che era tanto violetta quanto il succo di barbabietola, aggiunse: -Luna sta oltre il Ponte Inferiore, è molto entusiasmata perché siete qui. Non dovrebbe tardare troppo, ha preso quasi tutti i Plimpies necessari per fare della zuppa per tutti. Sedetevi e prendete lo zucchero.-
—Ora...— e allontanò una pila di carte in modo da liberare una poltrona e si sedette, con le gambe incrociate —Come posso aiutarti, signor Potter?-
—Beh— disse Harry, guardando Hermione, che assentì con coraggio. — è il simbolo che portava al collo al matrimonio di Bill e Fleur, signor Lovegood. Ci domandavamo cosa significasse.-
Xenophilius sollevò le sopracciglia.
—Ti stai riferendo al segno dei "Doni della Morte"?-
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