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Capitolo 21
IL RACCONTO DEI TRE FRATELLI
Harry si girò per guardare Ron e Hermione. Nessuno di loro sembrava avere capito quello che aveva detto Xenophilius
-I Doni della Morte?-
-Sì- disse Xenophilius. -Non ne avete mai sentito parlare? Non mi sorprende. Molti, molti pochi maghi credono in esse. Come quei giovani al matrimonio di suo
fratello- fece un cenno col capo a Ron -mi accusano di Magia Oscura perché porto il simbolo del conosciuto Mago Oscuro Grindenwald! Che ignoranza. Non c'è niente di Oscuro nei Doni, non in questo. Semplicemente uno utilizza il simbolo per mostrarsi davanti agli altri credenti, con la speranza che possano aiutarlo nella Ricerca-
Lasciò cadere varie zollette di zucchero nell'infusione gurdirraíz e bevve un po'.
-Sì ma...- disse Harry. -In realtà, ancora non capisco.-
Per essere educato, bevve un sorso dalla sua tazza, e quasi soffocò: la cosa era abbastanza schifosa, come se qualcuno ci avesse sciolto dentro del muco.
-Beh, i credenti cercano I Doni della Morte- disse Xenophilius leccandosi le labbra con evidente stima dell'infusione di Gurdyrraìz.
-Ma cosa sono i Doni della Morte?- domandò Hermione.
Xenophilius lasciò ad un lato la tazza vuota di tè.
-Ovviamente tutti voi conoscete il racconto de "I Tre "Fratelli", vero?-
Harry disse. "No", ma Ron e Hermione dissero "Sì." Xenophilius assentì con serietà.
-Bene, Bene. Signor Potter, tutto questo comincia con Il Racconto de Tre Fratelli... Devo averne una copia da qualche parte... guardò vagamente per la
stanza, verso i mucchi di pergamene e libri, ma Hermione disse:
-Ne ho una copia io, Signor Lovegoog, l'ho qui con me.-
E tirò fuori "I Racconti di Beedle il Bardo" dalla piccola borsetta.
-L'originale?- domandò Xenophilius con acutezza, e quando lei assentì, disse -Allora, perché non lo leggi a voce alta? È il miglior modo di assicurare che
tutti lo capiamo.-
-Ehm... d’ accordo- disse nervosamente Hermione. Aprì il libro, e Harry vide che il simbolo che stavano investigando intestava la pagina, mentre lei si
rischiarava la gola ed incominciava a leggere.
-C'erano una volta tre fratelli che viaggiavano all'imbrunire del giorno per una strada solitaria e sinuosa...-
-La notte, mamma ce lo raccontava sempre così!- disse Ron che aveva steso le braccia dietro la testa per ascoltare.
Hermione gli lanciò un sguardo di rabbia.
-Lo so, credo che sia più raccapricciante di notte!- disse Ron.
-Sì, perché abbiamo realmente bisogno di un po' più di terrore nelle nostre vite...- disse Harry prima di potersi contenere.
Xenophilius non sembrava prestare molta attenzione, ma guardava fisso il cielo attraverso la finestra.
-Continua, Hermione-
-...col tempo, i fratelli raggiunsero un fiume troppo profondo per guadarlo e troppo pericoloso per attraversarlo a nuoto. Tuttavia, questi fratelli avevano
imparato le arti magiche e, col semplice ondeggiare delle loro bacchette, fecero apparire un ponte sull'acqua traditrice. Andavano già per la metà del ponte
quando trovarono il passo bloccato da una figura incappucciata. E la Morte parlò loro...-
-Scusa?- la interruppe Harry -...ma "La Morte" parlò loro?-
-È un racconto per bambini, Harry, di fantasia!-
-D’accordo, ho capito, continua.-
-...e la morte parlò loro. Era arrabbiata perche gli sarebbero state mancate tre nuove vittime, poiché normalmente i viaggiatori annegavano nel fiume. Ma La
Morte era astuta. Finse di congratularsi con i tre fratelli per la loro magia e disse che ognuno di essi aveva vinto un premio per essere stato
sufficientemente intelligente nell’ ingannarla. Così il fratello maggiore che era un uomo combattivo, chiese la bacchetta più poderosa che esistesse, una
bacchetta che migliorasse sempre con i dolori del suo padrone, una bacchetta degna di un mago che avevo vinto la Morte! Cosicché La Morte si recò davanti ad
un vecchio albero di Sambuco nella riva del fiume, dando forma ad una bacchetta da un ramo che pendeva e la consegnò al fratello maggiore. Allora, il secondo
fratello, che era un uomo arrogante, decise che voleva umiliare ancora di più La Morte e chiese il potere di resuscitare i morti. Cosicché La Morte raccolse
una pietra dal bordo del fiume e la diede al secondo fratello e gli disse che la pietra aveva il potere di portare in vita i morti. Allora La Morte domandò
al terzo e più giovane dei fratelli quello che voleva. Il fratello più giovane era il più umile ed anche il più saggio dei tre fratelli e non si fidava della
Morte. Cosicché chiese qualcosa che gli permettesse di andare via da quel posto senza che la Morte potesse seguirlo. E la Morte, malvolentieri, gli consegnò
il suo Mantello dell’Invisibilità...-
-La Morte aveva un mantello dell’Invisibilità?- la interruppe Harry di nuovo.
-Così può avvicinarsi segretamente alle persone.- disse Ron -A volte si annoia di correre dietro a loro, agitando le braccia e cigolando… scusa Hermione.-
-...La Morte si allontanò e permise ai tre fratelli di continuare la loro strada, e così fecero, chiacchierando attoniti sull'avventura che avevano vissuto,
ed ammirando i regali della Morte. Al dovuto momento i fratelli si separarono, ognuno verso il proprio destino. Il primo fratello viaggiò ancora per una
settimana, e raggiunse un Paese lontano, accompagnando un camerato mago col quale ebbe una rissa. Naturalmente con la Bacchetta di Sambuco, non poteva
perdere nel dolore che seguirebbe. Lasciando il nemico a terra il fratello maggiore avanzò verso la locanda, dove ostentò a voce alta della poderosa
bacchetta che aveva strappato alla Morte e di come questa lo rendeva invincibile.
Quella stessa notte, un altro mago si avvicinò segretamente al fratello maggiore che giaceva, inzuppato di vino, sul letto. Il ladro prese la bacchetta e per
maggiore sicurezza, tagliò la gola al fratello maggiore. E così la Morte prese il primo fratello per sé. Nel frattempo, il secondo fratello viaggiava verso
la sua casa, dove viveva da solo. Lì tirò fuori la pietra che aveva il potere di resuscitare i morti e la rovesciò tre volte nella sua mano. Per il suo
stupore ed il suo diletto, la figura della ragazza con la quale una volta voleva sposarsi, prima della sua morte prematura, apparve davanti a lui. Ma lei era
triste e fredda, separata da lui da un velo. Tuttavia era ritornata al mondo, ma quello non era il suo posto e soffriva. Alla fine il secondo fratello,
spinto per un pazzo anelito disperato, si ammazzò per riunirsi finalmente a lei. E così La Morte prese il secondo fratello per sé. Tuttavia La Morte cercò il
terzo fratello per molti anni, e non potè trovarlo mai. Fu solo quando aveva già un'età avanzata che finalmente il fratello più giovane si tolse il Mantello
dell’ Invisibilità e lo diede a suo figlio. Ed allora salutò la Morte come una vecchia amica e fu gustosamente gentile con lei, ed ugualmente, passò a
miglior vita.-
Hermione chiuse il libro. Passò qualche momento prima che Xenophilus sembrò accorgersi che aveva smesso di leggere, dopo allontanò la vista dalla finestra e
disse: -Bene lì li avete.-
-Come?- disse Hermione che sembrava confusa.
-Quelli sono i Doni della Morte- disse Xenophilus.
Afferrò una piuma del sovraffolato tavolo e tirò fuori un pezzo rotto di pergamena in mezzo ad altri libri. -La Bacchetta di Sambuco- disse disegnando una linea verticale sulla pergamena. -La Pietra della Resurrezione- disse aggiungendo un circolo sopra la linea. -Il mantello dell’ Invisibilità- finì includendo la linea ed il circolo dentro un triangolo, per disegnare il simbolo che tanto intrigava Hermione. -Uniti- disse -I Doni della Morte-
-Ma non è menzionata la parola "Doni della Morte" nella storia!-disse Hermione.
-Beh, indubbiamente no- disse Xenophilius, esasperatamente appagato di se stesso. -Quello è un racconto per bambini, per divertire ed insieme istruire.
Quelli di noi che ne capiscono di queste materie, tuttavia, riconoscono che quell'antica storia fa riferimento ai tre oggetti, o Doni, i quali, riuniti,
trasformano il suo padrone nel padrone della Morte.-
Ci fu un breve silenzio durante il quale Xenophilius guardò fuori dalla finestra.
Il sole era già basso nel cielo.
-Luna dovrebbe avere abbastanza Plimpy– disse tranquillamente.
-Quando lei dice "padrone" della Morte… - disse Ron.
-Padrone.- disse Xenophilius, agitando una mano nell'aria -Conquistatore. Vincitore. Il termine che preferisci.-
-Ma allora… vuole dire…- disse Hermione, e Harry lentamente poteva vedere che stava cercando di eliminare dalla sua voce qualunque traccia di scetticismo -
che lei crede che quegli oggetti,che realmente quei Doni, esistano?-
Xenophilius alzò un'altra volta le sopracciglia. -Ovviamente.-
-Ma...- disse Hermione, e Harry poteva sentire come il suo contenimento cominciava a screpolarsi. -Signor Lovegood, come fa a crederci…?-
-Luna mi ha parlato di te, ragazzina.- disse Xenophilius. -Non è, deduco, poco intelligente, ma è dolorosamente limitata. Di piccole vedute. Di mente
chiusa.-
-Magari dovresti provarti il cappello, Hermione.- disse Ron, inclinandosi verso l'assurdo oggetto. La sua voce tremava per la tensione di evitare di ridere.
-Signor Lovegood.- incominciò un'altra volta Hermione -Sappiamo che esistono cose come i mantelli dell’Invisibilità. Sono rari, ma esistono. Però…-
-Ah, ma la Terza Reliquia è un vero mantello dell’Invisibilità, Signorina Granger! Voglio dire che, non è un mantello da viaggio influenzato con un
Incantesimo di Disillusione, o portatore di un Incantesimo di Bedazzling, o qualche tessuto dei capelli di Demiguise, il quale nascosto all'inizio di un
vestito lo rende invisibile, ma questo appassisce con gli anni fino a che diventa opaco. Stiamo parlando di un mantello che rende realmente chi lo porta
completamente invisibile, e dura in eterno, dando costante ed impenetrabile occultamento, e non importa quanti incantesimi gli si lancino. Quanti Mantelli
come quello ha visto, Signorina Granger?-
Hermione aprì la bocca, dopo la chiuse un'altra volta, sembrava più confusa che mai. Lei, Harry e Ron si guardarono tra loro, e Harry seppe che tutti stavano
pensando la stessa cosa. Per caso un mantello esattamente come quello che Xenophilius aveva descritto era con loro nella stanza.
-Esattamente- disse Xenophilius, come se li avesse sconfitti con la sua ragionata argomentazione. -Nessuno di voi ha visto mai una cosa simile. Il possessore
sarebbe incommensurabilmente ricco, no?- Guardò attraverso la finestra di nuova. Il cielo era ora tinto di un lieve filo di rosa.
-D’accordo.- disse Hermione, sconcertata. -Amettendo che il mantello esista davvero… che ci dice della pietra, Signor Lovegood? Quella che lei chiama la
"Pietra della Resurrezione"? Che cosa ci dice di quella? Beh, come può essere reale?-
- Mi dimostri che non lo è,allora.- disse Xenophilius.
Hermione sembrava indignata. -Ma quello è… lo so, ma è completamente ridicolo! Come posso provare che non esiste? Dovrei raccogliere… tutti i ciottoli del
mondo per provarlo? Cioè, può affermare che tutto questo esiste con un'unica base per credere in questo, nessuno può provare che non esistano!-
-Sì, posso.- disse Xenophilius. -Mi rallegra vedere che ha aperto un po'la sua mente.
-E la Bacchetta di Sambuco?- disse rapidamente Harry, prima che Hermione potesse replicare -pensa che esista?-
-Oh, beh, in quel caso ci sono interminabili prove...- disse Xenophilius. -La Bacchetta di Sambuco è la Reliquia della quale risulta più facile seguire la
pista, per il modo in cui cambia mano.-
-E sarebbe?- domandò Harry.
-Avviene in modo che il possessore della bacchetta deve sottrarla al suo proprietario precedente, se è veramente il padrone della bacchetta- disse
Xenophilius -Sicuramente hai sentito parlare di come la bacchetta arrivò a Egbert l'Illustre, dopo aver ucciso selvaggiamente Emeric il Malvagio? Di come
Godelot morì nella sua cantina dopo che suo figlio, Hereward, gli avesse rubato la bacchetta? Dell'orribile Loxias che rubò la bacchetta a Barabba Deverill, che aveva assassinato? La sanguinante orma della Bacchetta di Sambuco è picchiettata attraverso le pagine della storia della Stregoneria.-
Harry diede un'occhiata a Hermione. Che guardava col cipiglio corrugato Xenophilius ma non lo contraddiceva.
-E dove crede che sia ora la Bacchetta di Sambuco?- domandò Ron.
-Disgraziatamente, Chi lo sa?- rispose Xenophilius, mentre dava un'occhiata alla finestra. -Chi sa dove giace nascosta la Bacchetta di Sambuco? La sua scia
si dissolve con Arcus e Livius. Chi può dire chi sconfisse realmente Loxias e prese la bacchetta? E chi può dire chi sconfisse il vincitore? La storia,
disgraziatamente, non ce lo racconta.
Ci fu una pausa. Finalmente Hermione domandò -Signor Lovegood, ha qualcosa a che fare la famiglia Peverell con i Doni della Morte?-
Xenophilius sembrò sconcertato e qualcosa si agitò nella memoria di Harry, ma non poteva localizzarlo. Peverell… aveva già sentito quel nome…
-Però lei sta inducendomi in errore, ragazzina!- disse Xenophilius, sedendosi ora molto più a destra nella sedia e guardando con gli occhi saltellanti
Hermione. -Pensavo che fossi nuova nella Ricerca dei Doni! Molti dei Cercatori credono che i Peverell hanno molto… molto...a che vedere con i Doni!-
-Chi sono i Peverell?- domandò Ron.
-Quello era il nome registrato sulla tomba che aveva il simbolo, a Godric's Hollow- disse Hermione, senza distogliere lo sguardo da Xenophilius. -Ignotus
Peverell.-
-Esattamente!- disse Xenophilius, col dito indice alzato con pedanteria -Il segno dei Doni della Morte sulla tomba di Ignotus è una prova definitiva!-
-Di che cosa?- domandò Ron.
-Del fatto che i tre fratelli della storia fossero in realtà i tre fratelli Peverell, Antioch, Cadmus ed Ignotus! Che essi furono i primi proprietari dei Doni!-
Lanciò un'altra occhiata verso la finestra si alzò e, raccolto il vassoio, s'incamminò verso la scala.
-Rimarrete a cenare?- gridò loro, mentre spariva giù dalle scale di nuovo. -Tutto il mondo ci chiede la ricetta della zuppa d'Acqua Fresca Plimply.-
-Sicuramente per mostrarla al Dipartimento dei Veleni del San Mungo!- disse a voce bassa Ron. Harry aspettò fino a che poterono sentire Xenophilius muoversi
giù dalle scale della cucina prima di parlare.
-Tu che cosa ne pensi?- domandò a Hermione.
-Oh, Harry- disse lei, sembrava stanca -è un assoluto mucchio di spazzatura. Questo non può essere il reale significato del segno. Deve essere la sua strana
maniera di vedere le cose. Che perdita di tempo.-
-Suppongo di sì, questo è l'uomo che ci ha portato i Ricciocorni Schiattosi dal Corno Contorto.- disse Ron.
-Non credi neanche a quello?- gli domandò Harry.
-No, quella storia è una di quelle cose che racconti ai bambini come morale della favola, no? Non cercare problemi, non cercare liti, non fare lo stupido con
quelle cose, è meglio lasciarle in pace! Tieni la testa bassa, fatti gli affari tuoi e tutto andrà bene. Pensa a questo,- aggiunse Ron -magari è per quelle
storie che si crede che le bacchette di Sambuco portano sfortuna.-
-Di che cosa stai parlando?-
-Dai, è Una di quelle superstizioni, no? "Le streghe nate in maggio si sposeranno con babbani" "Maledizione nel crepuscolo, disfatta a mezzanotte" "La
bacchetta di sambuco, non prospera mai". Devi averlo sentito. Mia madre ne sa un mucchio.-
-Harry ed io siamo cresciuti tra i babbani!- gli ricordò Hermione -Ci hanno insegnato altre superstizioni.- Sospirò profondamente quando un odore piuttosto
acre arrivò dalla cucina. L'unica cosa buona della sua esasperazione con Xenophilius era che sembrava aver dimenticato di essere arrabbiata con Ron.
-Credo che sia certo- gli disse -È solo una morale della favola, è ovvio che regalo è meglio, quello che uno sceglierebbe…-
I tre parlarono contemporaneamente: Hermione disse:-il mantello-
Ron disse:-la bacchetta-
Mentre Harry:-la Pietra-
Si guardarono, mezzo sorpresi, mezzo divertiti.
-Si supponeva che avresti detto il mantello...- disse Ron a Hermione -Ma non devi essere invisibile se hai "La bacchetta". La bacchetta invincibile,
Hermione, andiamo!-
-Abbiamo già un mantello dell’Invisibilità. - disse Harry.
-E ci ha aiutati abbastanza, se non ve ne siete resi conto!- rispose Hermione -Mentre la bacchetta attrarrebbe solo problemi…-
-Solo se lo fai sapere- ribatté Ron. - Solo se fossi così abbastanza idiota da metterti a ballare, agitandola sulla tua testa e cantando:"ho una bacchetta
invincibile, prova a battermi se credi di essere abbastanza forte". Finché mantieni la bocca chiusa...-
-Si, ma potresti mantenere la bocca chiusa?- disse Hermione, con scetticismo. -Sai che l'unica cosa autentica che ci ha detto è che ci sono state tre storie
su bacchette super poderose in centinaia di anni.-
-Quali sono?- domandò Harry.
Hermione sembrava esasperata. L'espressione era tanto familiare che Harry e Ron si scambiarono un sorriso.
-Il Ramo della Morte, la Bacchetta del Destino, sorgono sotto nomi differenti durante i secoli, normalmente in possesso di qualche Mago Oscuro che ostenta di
esse. Il professor Ruf le menzionò una volta o due, ma… oh, tutta questa è una sciocchezza. Le bacchette hanno tanto potere quanto i maghi che le utilizzano.
Ad alcuni maghi piace semplicemente dire che le loro sono più grandi e migliori di quelle degli altri.
-Ma come sai,- disse Harry. -che quelle bacchette... il Ramo della Morte e la Bacchetta del Destino... non sono la stessa bacchetta, che escono in superficie
durante i secoli sotto nomi diversi?-
-Che cosa succede se tutte queste sono la Bacchetta di Sambuco, fabbricata dalla Morte?- disse Ron.
Harry rise. La strana idea che fosse successo era dopo tutto, ridicola. La sua bacchetta, si ricordò, era fatta di agrifoglio, non di sambuco, ed era stata
fabbricata da Olivander, era vero che aveva fatto quel che aveva fatto la notte in cui Voldemort l'aveva seguito attraverso i cieli; e se fosse stato
invincibile, come poteva essersi rotta?
-Allora perché sceglieresti la pietra?- gli domandò Ron.
-Beh, se potesse riportare la gente in vita, potremmo avere al nostro fianco Sirius… Malocchio… Silente… e mio padre…-
Ne Ron né Hermione sorrisero. -Ma secondo Beedle il Bardo, non volevano tornare, no?- disse Harry, ripensando al racconto che avevano appena ascoltato. -Non
credo che ci siano molte altre storie su pietre che possano resuscitare i morti, ci sono?- domandò a Hermione.
-No– rispose lei tristemente. -Non credo che nessuno eccetto il Signor Lovegood potesse mentire a se stesso credendo che sia possibile. Probabilmente Beedle
prese l'idea dalla Pietra Filosofale; sai, già, invece di una pietra che ti rende immortale, una pietra che inverte la morte.-
L'odore della cucina si faceva più forte. Qualcosa come mutande bruciate. Harry si domandò se gli sarebbe stato possibile mangiare qualcosa di quello che
Xenophilius stava cucinando per non ferire i suoi sentimenti.
-Tuttavia, che cosa c'è da dire sul mantello?- disse lentamente Ron. -Non ti rendi conto, vero? Ho utilizzato il mantello di Harry e so come funziona, ma..
non mi sono mai soffermata a pensare che... E non ho mai sentito parlare di alcun Mantello come quello di Harry. È infallibile. Non siamo stati mai scoperti
sotto di…-
-Hmm forse perché… siamo invisibili quando stiamo sotto di esso, Ron?!- disse lei, sarcastica.
- Ma tutte quelle cose che lui ha detto su gli altri mantelli, e non erano precisamente di dieci Zellini, sai, è certo! Non ci avevo mai pensato prima ma ho
sentito abbastanza riguardo ad incantesimi su mantelli che quando invecchiavano, o erano lacerate da incantesimi avevano buchi, quella di Harry apparteneva a
suo padre, pertanto non è proprio nuova, ma si è conservato... perfettamente!-
-Bene, d’accordo, ma Ron, la pietra… -
Mentre loro discutevano, Harry passeggiava per la stanza, ascoltando solo per metà. Raggiunse la scala, alzò distrattamente gli occhi verso il piano
superiore e vide qualcosa.
Il suo viso lo guardava dal soffitto della stanza. Dopo alcuni momenti di sconcerto, si rese conto che non era uno specchio, e non era una pittura. Curioso,
incominciò a salire le scale.
-Harry, che cosa stai facendo? Non credo che debba guardarti intorno quando lui non c’è!-
Ma Harry aveva già raggiunto il piano superiore. Luna aveva decorato il soffitto della stanza con cinque preziosi visi dipinti: Harry, Ron, Hermione, Ginny e
Neville. Non si muovevano come nelle foto di Hogwarts, ma c'era una certa magia in essi. Harry credette che respirassero. Quello che sembrava essere una fine
catena dorata si intesseva attorno alle pitture unendoli, ma dopo averli esaminati per un minuto o più, Harry notò che la catena era una parola ripetute
migliaia di volte in inchiostro dorato: amici… amici… amici… Harry sentì un gran moto di affetto verso Luna. Studiò la stanza. C'era una grande fotografia
vicino al letto, di una giovane Luna ed una donna alla quale somigliava molto. Si abbracciavano. Luna sembrava abbastanza ben vestita in quella foto rispetto
a come Harry l'avesse mai vista in vita sua. La foto era coperta di polvere. La cosa sembrò un po' strana a Harry. Si guardò intorno. Qualcosa non quadrava.
Il pallido tappeto azzurro era coperto di polvere. Non c'erano vestiti nell'armadio, le porte erano socchiuse. Il letto aveva un'apparenza fredda ed
antipatica, come se dentro non ci si fosse addormentato nessuno da settimane. Una solitaria ragnatela si estendeva attraverso la finestra attraversando il
cielo rosso sangue.
-Che cosa succede?- domandò Hermione mentre Harry scendeva le scale, ma prima che potesse rispondergli, Xenophilius raggiunse gli scalini superiori arrivando
dalla cucina con un vassoio carico di scodelle.
-Signor Lovegood- disse Harry. -Dov’è Luna?-
-Come?-
-Dov’è Luna?-
Xenophilius si trattenne sull'ultimo scalino.
-Già… Lei ve l'ho detto. Sta giù al Ponte Botions a pescare Plimpy.-
- Allora perché ha preparato quel vassoio solo per quattro?-
Xenophilius cercò di parlare, ma non gli uscì nessun suono. L'unico rumore che si sentiva era lo scoppiettio continuato della stampa, ed un lieve ticchettio
nel vassoio quando le mani di Xenophilius tremarono.
-Non credo che Luna sia stata qui da settimane.- disse Harry. -I suoi vestiti non ci sono, non ha passato la notte nel suo letto. Dov'è? E perché guarda
continuamente fuori dalla finestra?-
Xenophilius lasciò cadere il vassoio. Le scodelle fracassarono con un rumore assordante sul pavimento. Harry, Ron e Hermione tirarono fuori le loro
bacchette. Xenophilius rimase bloccato sul punto di mettere la mano in tasca. In quel momento la stampante fece un fragoroso rumore e numerose copie de "Il
Cavillo" sbucarono sul pavimento da sotto la tovaglia, ma almeno la stampante rimase in silenzio. Hermione si fermò e raccolse una delle riviste, ancora con
la bacchetta puntata sul Signor Lovegood.
- Harry, guarda questo.-
Harry le si avvicinò tanto rapidamente quanto potè attraverso tutto il disordine.
La facciata de "Il Cavillo" portava la sua foto, fiorita con le parole "Indesiderabile Numero Uno" e con la ricompensa a piè di pagina.
-Allora, Il Cavillo opta per un nuovo punto di vista?- domandò freddamente Harry, con la mente che lavorava frenetica -Che ha fatto quando è uscito in
giardino, Signor Lovegood? Ha inviato una civetta al Ministero?-
Xenophilius si leccò le labbra. -Mi hanno portato via Luna- sussurrò -A causa di quello che stavo scrivendo. Mi hanno tolto Luna e non so dove sia, che cosa
gli hanno fatto. Ma me la restituiranno se io… se io…-
-Se lei trova Harry?- finì Hermione per lui.
-Non c'è nient'altro da dire.- Disse chiaramente Ron. -Si tolga di mezzo, andiamo via.-
Xenophilius era pallido come la cera, come se avesse avuto cento anni, le sue labbra retrocederono con spaventosa malizia.
-Arriveranno da un momento all'altro. Devo salvare Luna. Non posso perdere Luna. Non potete andarvene.-
Distese le braccia di fronte alla scala, e Harry ebbe la repentina visione di sua madre che faceva la stessa cosa di fronte alla sua culla.
-Non ci obblighi a farle del male- disse Harry -Si tolga di mezzo, Signor Lovegood.-
-Harry!- gridò Hermione.
Delle figure a cavalco di scope passarono volando davanti alle finestre. Quando i tre distolsero lo sguardo da lui, Xenophilius tirò fuori la bacchetta.
Harry notò giusto in tempo il suo errore. Si lanciò di lato, spingendo Ron e Hermione fuori pericolo mentre l'Incantesimo Contundente di Xenophilius si
sollevava per la stanza e batteva contro il corno di Erumpent.
Ci fu un'esplosione colossale. Dal suono sembrava che avesse distrutto la stanza.
Frammenti di legno, carta e rottami volarono in tutte le direzioni, insieme ad una nuvola impenetrabile di spessa polvere bianca.
Harry volò per aria, sbattendo contro il suolo, incapace di vedere mentre i rottami piovevano su di lui, con le braccia sulla testa. Sentì il grido di
Hermione, l'urlo di Ron, ed una serie di rumori metallici da brivido l'informarono che Xenophilius era caduto giù dalle scale.
Mezzo sepolto nei rottami, Harry tentò di alzarsi. Appena poteva respirare o vedere a causa della polvere.
La metà del soffitto del piano di sotto era caduta ed un estremo del letto di Luna pendeva dallo squarcio.
Il busto di Cosetta Corvonero giaceva al suo fianco con la metà del viso mancante, frammenti di pergamena rotta galleggiavano nell'aria e la maggior parte
della stampante giaceva al suo fianco, bloccando la parte superiore delle scale verso la cucina.
Allora un'altra forma bianca si mosse al suo fianco e Hermione, coperta di polvere come una seconda statua, si pressò il dito contro le labbra in un chiaro
segno di zittio.
La porta di sotto si aprì improvvisamente.
-Non ti ho detto che non c'era necessità di correre, Travers?- disse una voce aspra. -Non ti ho detto che questo fanatico è tanto pazzo da legare come al
solito?-
Si sentì un colpo ed un grido di dolore provenienti da Xenophilius.
-No… no… sopra… Potter!-
-Te l'ho detto la settimana scorsa Lovegood che non saremmo ritornarti per niente a meno che non avessi un’informazione vera! Ricordi la settimana scorsa?
quando volevi scambiare tua figlia per quello stupido cappello insanguinato? E la settimana prima?- Un altro colpo, un altro cigolio -Credevi che te l’
avremmo consegnata se ci offrivi la prova che esistevano i Riccio- colpo -Corni- colpo -Schiattosi?-
-No… no… vi supplico!- singhiozzò Xenophilius -È davvero Potter, veramente!-
-Ed ora ci hai chiamati qui per tentare di farci esplodere!- ruggì il Mangiamorte e ci fu una serie di colpi accompagnati dalle grida di agonìa di
Xenophilius.
-Il posto sembra sul punto di cadere, Selwyn.- disse freddamente una seconda voce, risuonando verso le scale sconquassate. -Le scale sono completamente
bloccate. Tentare di sgombrarle potrebbe abbattere il posto.-
-Questo schifoso sta mentendo.- Gridò il mago chiamato Selwyn.
-Non hai mai visto Potter in vita tua, vero?- Credo che ci abbia attirati qui per ammazzarci, no? E pensavi che così avresti recuperato la tua bambina?-
- Lo giuro… lo giuro… Potter sta di sopra!-
-Homenum revelio!- disse la voce ai piedi delle scale. Harry sentì il grido soffocato di Hermione, ed ebbe l'estranea sensazione che qualcosa stava scendendo
in picchiata su di lui, sommergendo il suo corpo nell’ ombra.
-C'è qualcuno di sopra, Selwyn.- disse bruscamente il secondo uomo. -È Potter, vi dico che è Potter!- singhiozzò Xenophilius -Per favore… per favore… mi
restituisca Luna, mi dia solo Luna…-
-Avrai la tua bambina, Lovegood- disse Selwyn -se sali quelle scale e mi porti Harry Potter. Ma se è un complotto, se è un trucco, se hai un complice che mi
aspetta lì sopra per tenderci un'imboscata, vedremo se possiamo darti un pezzetto di tua figlia affinché tu la seppellisca.-
Xenophilius gridò di paura e disperazione. Si sentirono movimenti e graffi. Xenophilius stava tentando di passare attraverso i rottami delle scale.
-Andiamo,- sussurrò Harry -dobbiamo uscire di quì.-
Incominciò a scavare anche lui coperto da tutto il rumore che Xenophilius stava facendo nella scala. Ron era profondamente seppellito. Harry e Hermione si
arrampicarono, tanto silenziosamente quanto poterono, sui resti dove giaceva, tentando di toglierli facendo leva su una delle sue gambe.
Mentre Xenophilius batteva e graffiava strisciando sempre di più vicino, Hermione li sistemò per liberare Ron utilizzando un Incantesimo Levitatorio.
-Bene- ansimò Hermione, quando la stampante rotta che bloccava la parte superiore delle scale cominciò a tremare. Xenophilius stava ad alcuni passi da loro.
Era ancora bianca di polvere. -Ti fidi di me Harry?-
Harry assentì.
-Allora andiamo.- sussurrò Hermione -Dammi il mantello dell’Invisibilità. Ron, mettitelo sopra.
-Io? Ma Harry…-
-Ron, per favore! Harry stringimi la mano con forza, Ron afferrami per la spalla.
Harry le diede la mano sinistra. Ron sparì sotto il mantello. La stampante che bloccava le scale stava vibrando. Xenophilius stava provando a spostarla
usando un Incantesimo Levitatorio.
Harry non sapeva cosa stesse aspettando Hermione.
-Tieniti forte!- sussurrò. -Tieniti forte… senza dubitare…-
La faccia bianca di Xenophilius apparve dalla parte superiore della credenza.
-Oblivion!- gridò Hermione, mirandolo con la bacchetta prima in faccia e dopo al suolo davanti a loro. -Deprimo!-
Aveva fatto un buco nel suolo della stanza. Caddero come sassi. Harry era ancora afferrato alla sua mano quanto alla propria vita. Si sentì un grido, e Harry
scorse due uomini che tentavano di allontanarsi dalle enormi quantità di rottami e di mobili rotti che piovevano intorno a loro dal soffitto sconquassato.
Hermione si girò nell'aria e lo strepitio della casa che precipitava ronzò nelle orecchie di Harry mentre lei lo trascinava un'altra volta dentro l'oscurità.
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