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Capitolo 30
IL LICENZIAMENTO DI SEVERUS PITON
Nell'istante in cui il suo dito toccò il Marchio, la cicatrice di Harry bruciò selvaggiamente, la sala stellata scomparve
dalla vista e lui si trovò in piedi sopra un affioramento di roccia al di sotto di una scogliera, il mare intorno a lui era
agitato e c'era puro trionfo nel suo cuore -Hanno preso il ragazzo.-
Un rumoroso bang riportò Harry conscio della situazione in cui si trovava: disorientato, alzò la sua bacchetta, ma la strega
davanti a lui stava già cadendo in avanti; toccò terra con tanta violenza da far tintinnare i vetri delle librerie.
-Non ho mai schiantato nessuno al di fuori delle lezioni dell'ES- disse Luna, sembrando moderatamente interessata -É stato
più rumoroso di quanto pensassi.-
E come previsto, il soffittò cominciò a tremare. Affrettati passi echeggiarono sempre più forti da dietro la porta che
conduceva ai dormitori: l'incantesimo di Luna aveva svegliato tutti gli studenti Corvonero dormienti sopra di loro.
-Luna dove sei? Devo mettermi sotto il Mantello!-
Un piede di Luna apparve dal nulla; lui si affrettò vicino e lei lasciò che il Mantello li coprisse entrambi esattamente
mentre la porta si apriva lasciando affluire nella stanza un copioso gruppo di Corvonero, tutti nelle loro tenute da notte.
Ci furono lamenti e urla di sorpresa alla vista di Alecto distesa priva di conoscenza.
Lentamente, si disposero intorno a lei, come se fosse una bestia selvaggia sul punto di svegliarsi e attaccarli. Quindi, un
coraggioso piccolo studente del primo anno le si avvicinò e, con le sue grassotte dita del piede, le pungolo il fondoschiena.
-Penso che sia morta!- disse ad alta voce con allegria.
-Oh, ma guarda- sussurrò Luna felicemente, mentre i Corvonero facevano gruppo intorno ad Alecto. -Sono contenti!-
-Sì...grandioso...-
Harry chiuse gli occhi e, appena la cicatrice riprese a pulsare, si lasciò immergere di nuovo nella mente di Voldemort... si
stava muovendo lungo il tunnel della prima grotta... aveva deciso di accertarsi che il medaglione fosse al suo posto prima di
andare... ma non ci avrebbe messo molto tempo...
Si sentì un forte colpo provenire dalla porta della sala comune e tutti i Corvonero raggelarono. Da oltre la porta, Harry
sentì giungere a loro la soffice e melodiosa voce del battente a forma di aquila: -Dove finiscono gli oggetti fatti svanire?-
-Non lo so, perché dovrei saperlo? Taci!- ringhiò una rozza voce che Harry riconobbe come quella del fratello Carrow, Amycus.
-Alecto? ALECTO? sei dentro? Lo hai preso? Apri la porta?-
I Corvonero stavano sussurrando fra loro terrorizzati. Quindi senza preavviso, giunse una serie di rumorosi bang, come se
qualcuno stesse sparando contro la porta.
-ALECTO! Se Lui viene e non abbiamo Harry Potter... non vuoi finire allo stesso modo dei Malfoy, vero? RISPONDIMI!- ringhiò
Amycus, scuotendo la porta con tutta la forza che aveva, ma, nonostante tutto, questa non si apriva. I Corvonero stavano
tutti indietreggiando, mentre i più terrorizzati cominciarono a correre verso le scale e verso i propri letti. Quindi, mentre
Harry stava valutando la possibilità di abbattere la porta e stordire il Mangiamorte prima che potesse fare altro, una voce
molto più familiare giunse da dietro la porta.
-Posso chiedere cosa sta facendo Professor Carrow?-
-Sto tentando... di passare... attraverso questa... dannata... porta!- urlo Amycus. -Ora vai e portami qui Vitious! Fai in
modo che lui me la apra, subito!-
-Ma non c'è vostra sorella dentro?- chiese la Professoressa McGranitt. -Non ha forse Vitious lasciato che lei entrasse,
proprio questa sera, sotto vostra urgente richiesta? Forse lei potrebbe aprire la porta per lei e quindi voi non avreste
bisogno di svegliare l'intero castello.-
-Lei non mi risponde, vecchia scopa! TU, aprila! Dannazione! Aprila ora!-
-Certo, se lo desidera.- disse la professoressa McGranitt, con superba freddezza. Quindi bussò gentilmente il battente e la
voce musicale chiese di nuovo -Dove finiscono gli oggetti fatti svanire?-
-Nel nulla, che va detto, è anche il tutto- rispose la professoressa McGranitt.
-Ammirevole espressione- rispose l'aquila-battente, e la porta si aprì.
I pochi Corvonero che erano rimasti, corsero verso le scale quando Amycus piombò sulla soglia, brandendo la sua bacchetta.
Gobbo come sua sorella, aveva un pallido, rozzo viso e piccoli occhi, i quali caddero immediatamente su Alecto, stesa
immobile sul pavimento. Lui lanciò un urlo di furia e paura.
-Cos'hanno fatto questi piccoli bastardi?- urlò. -Li torturerò tutti fin quando non mi diranno chi ha fatto questo... e cosa
dirà il Signore Oscuro?- egli si fece più piccolo, in piedi davanti al corpo della sorella, colpendosi il volto con la
propria mano. -Non lo abbiamo preso, sono scappati e l'hanno uccisa!-
-Lei è stata solo schiantata- disse la professoressa McGranitt impazientemente, la quale si era chinata per esaminare meglio
Alecto -Starà benissimo-
-No lei non starà bene!- ruggì Amycus. -Non dopo che il Signore Oscuro avrà finito con lei! Lei è andata e lo ha chiamato,
sento il Marchio Nero bruciare e ora lui pensa che noi abbiamo Potter.-
-'Abbiamo Potter'?- chiese acutamente la professoressa McGranitt. -Cosa intendi con 'Abbiamo Potter'?-
-Lui ci ha detto che Potter avrebbe potuto tentare di accedere alla Torre dei Corvonero e che avremmo dovuto contattarlo se
lo avessimo trovato.-
-Perché mai Potter dovrebbe voler entrare nella Torre dei Corvonero? Potter appartiene alla mia casa.-
Tra lo stupore e la rabbia, Harry sentì un filo di orgoglio nella voce della Professoressa e l'affetto per Minerva McGranitt
crebbe dentro di lui.
-Ci ha detto che sarebbe potuto venire qui!- disse Carrow. -Non so perché? O dovrei saperlo?-
La Professoressa McGranitt rimase in piedi e cominciò a scrutare con lo sguardo tutta la sala. Per due volte passò proprio
sul punto dove Harry e Luna erano nascosti.
-Possiamo accusare i ragazzi- disse Amycus, la sua faccia suina si illuminò di colpo. -Sì, faremo così. Diremo che Alecto ha
subìto un'imboscata dai ragazzi, questi ragazzi quì sopra- e rivolse lo sguardo verso la scale che portavano ai dormitori -E
diremo che l'hanno costretta a premere il dito sul suo Marchio Nero ed è per questo che ha dato il falso allarme... egli
potrebbe punirli. Una paio di ragazzini in più o in meno non fa molta differenza.-
-Solo la differenza tra la verità e la menzogna, coraggio e codardia- disse la Professoressa McGranitt, che era impallidita
-Una differenza, in breve, che tu e tua sorella sembrate incapaci di apprezzare. Ma lascia che ti chiarisca una cosa. Tu non
farai ricadere la colpa dei tuoi numerosi errori di giudizio sugli studenti di Hogwarts, io non lo permetterò.-
-Come scusa?-
Amycus si mosse in avanti fin quando non si trovò aggressivamente vicino alla Professoressa McGranitt, la sua faccia a pochi
centimetri dalla sua. Lei si rifiutò di indietreggiare, ma lo fissò come se fosse qualcosa di disgustoso che aveva appena
trovato in lavanderia.
-Non è una questione circa ciò che TU permetti o meno, Minerva McGranitt, il tuo tempo è finito. Siamo noi al potere qui
adesso e tu mi coprirai le spalle o ne pagherai il prezzo-
E sputò in faccia alla Professoressa.
Harry tirò via il Mantello, sollevò la sua bacchetta e disse: -Non avresti dovuto farlo-
Nell'istante in cui Amycus si voltò, Harry urlo, -CRUCIO!-
Il Mangiamorte fu sollevato da terra. Si dibatteva nell'aria come un uomo che stesse affogando, scuotendosi e urlando di
dolore e, quindi, tra assi rotte e cristalli infranti, si andò a schiantare contro una delle librerie.
-Ora capisco cosa intendeva Bellatrix- disse Harry, con il sangue che ancora gli pulsava nella testa -Devi veramente volerlo-
-Potter- sussurrò la Professoressa McGranitt portandosi le mani al petto -Potter... tu sei qui! Cosa...? Come...?- disse
mentre cercava di ricomporsi -Potter questa è stata una follia!-
-Le aveva sputato- disse Harry.
-Potter io... questo è stato molto... molto galante da parte tua... ma non capisci che...?-
-Sì, lo capisco- la rassicurò Harry. Per qualche ragione il panico di lei lo aveva reso più determinato. -Professoressa
McGranitt, Voldemort sta arrivando-
-Oh, abbiamo il permesso di pronunciare il suo nome adesso?- chiese Luna con un certo interesse, tirandosi via il Mantello
dell'Invisibilità. L'apparizione di un secondo ricercato sembrò sopraffare la McGranitt, che barcollò all'indietro cadendo su
una vicina poltrona, afferrandosi il colletto del suo vecchio abito in tartan.
-Io non penso faccia molta differenza ormai se lo chiamiamo- disse Harry a Luna -Lui sa già dove siamo.-
In un angolo della mente di Harry, quella parte connessa alla rabbiosa cicatrice, poteva vedere Voldemort solcare con
rapidità le acque del lago oscuro sulla piccola e verde barca spettrale... aveva quasi raggiunto l'isola dove si trovava il
secchio di pietra...
-Dovete scappare- sussurrò la professoressa McGranitt. -Ora Potter, più velocemente che potete!-
-Non posso- disse Harry -C'è qualcosa che dobbiamo fare. Professoressa, lei sa dove si trova il Diadema di Corvonero?-
-Il Diadema di Corvonero? Certo che no... non è forse perduto da secoli?- Lei si mise in piedi dritta. -Potter, è stata una
follia, una completa follia per voi, entrare in questo castello...-
-Ho dovuto- disse Harry. -Professoressa, c'è qualcosa nascosto quì che devo trovare e questa cosa potrebbe essere il
Diadema...se solo potessi parlare con il professor Vitious...-
Si sentirono dei movimenti, un leggero tintinnare di vetri: Amycus si stava rialzando. Prima che Harry o Luna potessero
agire, la Professoressa McGranitt si era voltata e aveva puntato la sua bacchetta verso il barcollante Mangiamorte dicendo:
-IMPERIUS!-
Amycus si rialzò, camminò verso sua sorella, prese la sua bacchetta e quindi camminò obbedientemente verso la Professoressa
McGranitt porgendole la bacchetta della sorella insieme alla sua. Quindi si stese a terra accanto ad Alecto.
La Professoressa McGranitt mosse quindi la sua bacchetta in aria, e una sottile e luccicante corda apparve dal nulla,
avvolgendosi intorno ai due Carrow e legandoli stretti.
-Potter- disse la Professoressa McGranitt, voltandosi verso di lui e mostrando una superba indifferenza per i vari
avvicendamenti dei Carrow -Se Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato sa veramente che voi state quì...- Non appena disse ciò, un
ondata d'ira, seguita da un'altra, molto più fisica, di lancinante dolore, attraversò Harry, mentre la sua cicatrice bruciava
e, per un secondo, il suo sguardo fu concentrato verso un secchio di pietra, la cui pozione all'interno era ormai
trasparente, attraverso la quale vedeva che non c'era nessun medaglione al sicuro sul fondo-
-Potter, ti senti bene?- disse una voce, e Harry tornò indietro: aveva afferrato le spalle di Luna per rimanere in piedi.
-Non c'è più tempo, Voldemort si sta avvicinando. Professoressa sto agendo secondo gli ordini di Silente, io DEVO trovare
cosa lui voleva che trovassi. Ma dobbiamo portare via tutti gli studenti mentre io proseguo le mie ricerche... è me che
Voldemort vuole, ma lui non eviterà certo di mietere altre vittime sul suo cammino, non ora che...- "Non ora che lui sa che
sto attaccando i suoi Horcrux, Harry finì la frase nella sua mente".
-Tu stai agendo secondo gli ordini di Silente- ripeté lei con uno sguardo meravigliato. Quindi si elevò in tutta la sua
statura.
-E allora dobbiamo proteggere la scuola contro Colui-che-Non-Deve-Essere-Nominato mentre tu cerchi questo... oggetto-
-Potete farlo?-
-Io penso di si- disse la Professoressa McGranitt seccamente. -Devi sapere che noi insegnanti siamo abbastanza bravi con la
magia. Sono sicuro che saremmo in grado di tenerlo fuori per abbastanza tempo se ci impegniamo al massimo, ovviamente
dobbiamo occuparci del Professor Piton prima...-
-Lasciatemi...-
-...e Hogwarts sta per essere messa sotto assedio, con il Signore Oscuro alle porte, sarebbe preferibile portare via quanti
più innocenti il prima possibile. Con la Metropolvere sotto osservazione e le Materializzazioni che qui sono impossibili...-
-C'è un modo- disse Harry rapidamente e le spiegò del passaggio che portava alla Testa di Porco.
-Potter, stiamo parlando di centinaia di studenti...-
-Lo so Professoressa, ma se Voldemort e i Mangiamorte si stanno concentrando nell'assedio, non si preoccuperanno se qualcuno
si sta smaterializzando fuori dalla Testa di Porco.-
-Forse hai ragione.- rispose la McGranitt, puntò la sua bacchetta verso i Carrow e una rete d'argento cadde intorno ai loro
corpi legati, si avvolse intorno a loro e si issò nell'aria, lasciandoli sospesi poco sotto il soffitto blu e giallo della
torre, come fossero due grosse creature marine. -Venite! Dobbiamo avvisare gli altri Capi delle Case. Faresti bene a
rimetterti il Mantello sulle spalle-
Lei marciò verso la porta e una volta raggiunta, alzò la sua bacchetta e dalla punta vennero fuori tre gatti argentei con il
segno degli occhiali intorno ai loro occhi. I Patronus corsero subito in avanti riempiendo le scale di riverberi argentati e,
come la Professoressa McGranitt, Harry e Luna si affrettarono giù per le scale.
Corsero insieme lungo i corridoi e, uno dopo l'altro, i vari Patronus lasciarono il gruppo verso i loro precisi obiettivi;
L'abito in tartan della Professoressa McGranitt strisciava a terra e Harry e Luna dovevano saltellare dietro di lei da sotto
il Mantello per non inciampare.
Erano scesi di altri due piani, quando una serie di altri passi silenziosi si unì ai loro. Harry, la cui cicatrice stava
ancora pulsando dolorosamente, li udì per primo: cercò di arrivare al taschino che aveva intorno al collo per la Mappa del
Malandrino, ma prima che potesse tirarla fuori, anche la McGranitt sembrò rendersi conto di avere compagnia, lei si fermò e
alzò la sua bacchetta pronta a duellare, dicendo -Chi è là?-
-Sono io- rispose una voce untuosa.
Da dietro un'armatura venne fuori il Professor Severus Piton.
Alla sua vista, rabbia e odio cominciarono a ribollire dentro Harry: aveva dimenticato i dettagli di Piton, nella situazione
in cui si trovava, alla luce della grandezza dei suoi crimini, aveva dimenticato i suoi unti e neri capelli che circondavano
il suo volto, aveva dimenticato come i suoi occhi scuri avessero quello sguardo di gelida morte.
Non indossava abiti da notte, ma il suo usuale mantello nero e anche lui aveva la bacchetta in pugno, pronto per un duello.
-Dove sono i Carrow?- chiese con calma.
-Dovunque tu gli abbia detto di stare, suppongo, Severus- disse la Professoressa McGranitt.Piton fece qualche passo per
avvicinarsi e i suoi occhi si spostarono dalla Professoressa McGranitt all'aria intorno a lei, come se sapesse che Harry era
lì. Harry impugnò la sua bacchetta, anche lui pronto a combattere.
-Avevo l'impressione- disse Piton, -che Alecto avesse catturato un intruso.-
-Veramente?- disse la professoressa McGranitt. -E cosa ti ha dato questa impressione?-
Piton fece un leggero movimento di flessione in corrispondenza del suo avambraccio sinistro, dove il Marchio Oscuro era stato
impresso sulla sua pelle.
-Oh, ma naturalmente!- disse la Professoressa McGranitt. -Voi Mangiamorte avete il vostro personale metodo di comunicare, me
ne ero scordata.-
Piton fece finta di non averla sentita. I suoi occhi stavano ancora scrutando l'aria intorno a lei mentre si avvicinava
gradualmente con l'impressione di non rendersi molto conto di cosa stesse facendo.
-Io non sono sicuro che fosse il suo turno notturno di controllare i corridoi, Minerva.-
-Lei ha qualche obiezione?-
-Mi chiedevo cosa possa averla portata lontano dal vostro letto questa notte.-
-Mi è parso di sentire dei rumori- rispose la McGranitt.
-Sul serio? Eppure sembra tutto tranquillo.-
Gli occhi di Piton fissarono quelli di lei. -Avete per caso visto Harry Potter, Minerva? Perché se è così, io devo insistere-
La Professoressa McGranitt si mosse così velocemente che Harry non se ne capacitò: la sua bacchetta fendé l'aria e, per una
frazione di secondo, Harry pensò che Piton sarebbe crollato a terra, privo di conoscenze, ma la velocità del suo incantesimo
Scudo fu tale da far perdere l'equilibrio alla Professoressa McGranitt. Lei allora puntò la sua bacchetta verso una torcia
sul muro, la quale volò via dal suo sostegno: Harry, sul punto di lanciare una maledizione su Piton, fu costretto a tirare
via Luna dalle fiamme che stavano ricadendo dall'alto, le quali divennero un anello di fuoco che riempiva il corridoio di una
scia infiammata che, come un lazo fluì verso Piton... Ma non erano più fiamme, erano un grosso serpente nero che la McGranitt
tramutò istantaneamente in fumo grigio, che, poi, si raddensò e si solidificò per diventare, in pochi secondi, uno sciame di
coltelli inseguitori: Piton riuscì ad evitarli solo ponendo l'armatura come uno scudo davanti a se e, con dei sonori "CLANG",
i vari coltelli si infilzarono dentro la pancia di metallo...
-MINERVA- disse una voce squittente e, da dietro di lui, Harry, che ancora faceva da scudo a Luna contro i vari incantesimi
che volavano, vide il Professor Vitious seguito dalla Professoressa Sprite correre attraverso il corridoio con ancora i loro
abiti da notte e, dietro, un arrancante e senza fiato Professor Lumacorno.
-NO!- squittì urlando Vitious, alzando la sua bacchetta. -Tu non commetterai altri omicidi ad Hogwarts!-
L'incantesimo di Vitious colpì l'armatura dietro di cui si stava proteggendo Piton, la quale prese vita con un rumore
metallico.
Piton si liberò dalle braccia dell'armatura e la rimandò, volando, verso i suoi assalitori. Questa si frantumò contro un muro
e Harry e Luna dovettero spostarsi di lato per evitare i vari detriti. Quando Harry si voltò di nuovo verso lo scontro vide
Piton in completa ritirata, con i professori McGranitt, Sprite e Vitious urlare e inseguirlo: Piton sfondò la porta di un
aula e si precipitò dentro. Pochi istanti dopo sentì la McGranitt urlare -Codardo, CODARDO!!!-
-Cos'è successo? Cos'è successo?- chiese Luna.
Harry la trascinò sui suoi piedi fino all'ingresso dell'aula attraverso tutto il corridoio trascinandosi dietro il mantello,
fino alla finestra distrutta nell'aula vuota, che i professori stavano fissando con desolazione.
-È saltato giù- disse la Professoressa McGranitt, vedendo Harry e Luna affrettarsi attraverso la stanza verso di loro.
-Vuol dire che è MORTO?- Harry corse alla finestra, ignorando le esclamazioni di sorpresa della Professoressa Sprite e del
Professor Vitious per la sua improvvisa apparizione.
-No, non è morto- disse la McGranitt amaramente. -A differenza di Silente lui ha ancora la bacchetta in mano... e sembra
abbia imparato qualche trucco dal suo padrone.-
Con un pizzico di orrore, Harry vide in lontananza, un enorme essere, dalla forma di un pipistrello, volare attraverso
l'oscurità verso il muro perimetrale.
Si sentirono passi pesanti alle loro spalle e un sacco di respiri affannati: Lumacorno li aveva finalmente raggiunti.
-Harry!- ansimò, massaggiandosi il suo immenso torace, avvolto nel suo pigiama di seta verde smeraldo -Mio caro ragazzo...che
sorpresa... Minerva, per cortesia, spiegami... Severus... Cosa...?-
-Il nostro Preside si è preso una piccola vacanza- disse la Professoressa McGranitt, puntando la finestra distrutta con il
buco la cui forma richiamava quella di Piton.
-Professoressa- Urlò Harry, tenendosi la fronte con le mani. Poteva vedere il lago di inferi sotto di lui scorrere
velocemente, sentì l'urto della nave spettrale contro la riva del lago e Voldemort ne discese con istinto omicida nel
cuore...
-Professoressa, dobbiamo barricare la scuola, Lui sta arrivando adesso!-
-Molto bene. Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato sta arrivando- disse agli altri insegnanti. La Sprite e Vitius rimasero senza
fiato; Lumacorno si lasciò sfuggire un leggero gemito.
-Potter deve lavorare nel castello su ordine di Silente. Noi dobbiamo mettere in posizione tutte le difese di cui siamo
capaci fin quando Potter ne avrà bisogno-
-Tu, ti rendi conto sicuramente che nulla che noi possiamo fare potrà tenere fuori Tu-Sai-Chi a tempo indeterminato?- squittì
Vitious.
-Ma potremmo trattenerlo- disse la Professoressa Sprite.
-Grazie Pomona- disse la McGranitt e le due streghe si scambiarono uno sguardo di triste consapevolezza.
-Io suggerisco di porre in atto delle protezioni di base intorno a tutta la zona, poi radunare tutti gli studenti nella Sala
Grande e incontrarci là. La maggioranza di loro dovrà essere evacuata, nonostante tutto, se alcuni di loro, abbastanza grandi
per poter scegliere, vorranno rimanere a combattere, io penso che dovremmo dar loro una possibilità-
-Sono d'accordo!- disse la Professoressa Sprite. -Ci incontreremo nella Sala Grande con i miei studenti tra venti minuti.-
Una volta che se ne fu andata di corsa, la sentirono rimuginare in lontananza -Tentacula, Tranelli del Diavolo, baccelli di
Pugnacio... sì, mi piacerà vederli combattere contro i Mangiamorte-
-Io posso agire da quì- disse Vitious e, nonostante lui fosse in grado solo in minima parte di guardare fuori attraverso la
finestra distrutta, egli puntò la sua bacchetta verso l'esterno e cominciò a mormorare incantesimi di enorme complessità.
Harry senti un crescente strano rumore, come se Vitious avesse rilasciato il potere del vento sulla terra.
-Professore- disse Harry avvicinandosi al piccolo insegnanti di Incantesimi. -Professore, mi scusi se la interrompo. Ha per
caso idea di dove possa essere il Diadema di Corvonero?-
-...Protego Horribilis! Il Diadema di Corvonero?- squittì Vitoius. Certo che della saggezza extra non fa mai male, Potter, ma
difficilmente credo che potrebbe essere di molta utilità in questa particolare situazione.-
-Sì, ma io volevo dire... ha per caso idea di dove sia? Lo ha mai visto?-
-Visto? Nessuno che lo abbia visto è in vita! Da secoli è perduto, ragazzo-
Harry sentì un misto di disperazione, disappunto e panico. Cosa poteva essere quindi quest'Horcrux?
-Incontreremo te i tuoi studenti Corvonero nella Sala Grande, Filius- disse la Professoressa McGranitt, facendo segno ad
Harry e Luna di seguirla.
Avevano appena raggiunto la porta quando Lumacorno irruppe dicendo.
-Parola mia- si gonfiò, pallido e sudato, i suoi baffi da tricheco tremanti, -Quante cose da fare! Non sono sicuro se questo
sia saggio, Minerva. Lui troverà di certo una via per entrare, lo sai e chiunque abbia tentato di rallentarlo si troverà nel
più grave dei pericoli...-
-Mi aspetto che tu e i Serpeverde vi troviate entro venti minuti nella Sala Grande- disse la Professoressa McGranitt. -Se
vuole andarsene con i suoi studenti, noi non la fermeremo. Ma se qualcuno di voi dovesse osare tentare di sabotare la nostra
resistenza o allearsi con il nemico contro di noi all'interno di questo castello, noi duelleremo fino alla morte!-
-Minerva!- disse lui atterrito.
-Il tempo è giunto, per i Serpeverde, di decidere a chi devono la loro lealtà- lo interruppe la Professoressa McGranitt. -Vai
e sveglia i tuoi studenti, Horace!-
Harry non rimase a guardare Lumacorno rantolare parole senza senso: lui e Luna correvano dietro alla Professoressa McGranitt
che ora aveva preso posizione al centro del lungo corridoio e aveva sollevato la bacchetta.
-Piertotum... Oh, per l'amor del cielo, Gazza, non ORA!-
L'anziano guardiano era appena comparso zoppicando e urlando: -Studenti fuori dai letti, Studenti nei corridoi!-
-Ed è così che deve essere, isterico farfugliante idiota!- urlo di rimando la McGranitt. -Ora cerca di fare qualcosa di
costruttivo! Cerca Pix!-
-P-Pix?- balbettò Gazza, come se non avesse mai sentito quel nome.
-Sì Pix, pazzo, Pix! Non hai forse rimostrato contro di lui per un quarto di secolo? Vai e trovalo, alla svelta!-
Gazza stava pensando evidentemente che la McGranitt avesse perso la ragione, prese a zoppicare via, curvo sulle sue spalle,
farfugliando a bassa voce.
-E adesso... piertotum locomotor!- gemé la Professoressa McGranitt.
E per tutto il corridoio le statue e le armature cominciarono a muoversi e a scendere dai loro piedistalli e, dagli echi dei
rumori provenienti dai piani inferiori e superiori, Harry seppe che tutti i loro compagni nell'intero castello stavano
facendo lo stesso.
-Hogwarts è minacciata!- urlò la McGranitt -Uomini ai confini, proteggeteci, fate il vostro dovere per la nostra scuola.-
Rumoreggiando e urlando, l'orda di statue prese a muoversi davanti a Harry: alcuni di loro erano piccoli, altri enormi.
C'erano anche animali e le armature d'acciaio erano armate di spadoni o palle ferrate legate a lunghe mazze con pesanti
catene.
-Ora Potter- disse la McGranitt, -Tu e la signorina Lovegood fareste meglio a tornare dai vostri amici e portarli nella Sala
Grande...io riunirò gli altri Grifondoro.-
Loro si separarono alla fine della successiva scalinata: Harry e Luna ritornarono correndo verso la porta nascosta della
Stanza delle Necessità. Mentre correvano incontrarono diversi gruppi di studenti, molti dei quali con abiti da viaggio o con
i loro stessi pigiami, i quali venivano condotti a gruppi nella Sala Grande da insegnanti e prefetti.
-Quello era Potter-
-Harry potter?-
-Era lui, l'ho visto-
Ma Harry non si voltava indietro e alla fine raggiunsero l'entrata della Stanza delle Necessità. Harry si avvicinò alla
parete incantata, che si aprì per farli passare, al ché lui e Luna fecero un passo indietro.
-Ma cosa..?-
Non appena la sala divenne visibile, Harry scese di pochi scalini sotto shock. Era piena, molto più affollata di come
l'avesse lasciata. Kingsley e Lupin stavano guardando verso di lui così come anche Oliver Baston, Katie Bell, Angelina
Johnson e Alicia Spinnet, Bill con Fleur e il Signor e la Signora Weasley.
-Harry cosa sta succedendo?- disse Lupin andandogli incontro alla fine delle scale.
-Voldemort sta venendo quì, gli altri stanno barricando la scuola... Piton è fuggito... ma voi cosa state facendo tutti qui?
come lo avete saputo?-
-Abbiamo mandato dei messaggi al resto dell'Esercito di Silente.- spiegò Fred. -Non ti aspettavi certo che ci saremmo persi
tutto il divertimento, Harry. E l'ES ha avvisato l'Ordine della Fenice e sai, poi è stato tutto come una reazione a catena.-
-Per prima cosa, Harry- disse George -Cosa stanno facendo?-
-Stanno evacuando i più giovani ed hanno ordinato che tutti si riuniscano nella Sala Grande per organizzarsi- rispose Harry.
-Noi stiamo combattendo.-
Ci fu un grande ruggito e un aumento improvviso di passi verso le scale, Harry fu sospinto contro il muro mentre l'intera
sala si riversava oltre di lui, membri dell'Ordine della Fenice mischiati a menbri dell'ES e la vecchia squadra di Quidditch
di Harry, tutti bacchette alla mano, tutti diretti alla Sala Grande.
-Andiamo Luna- chiamò Dean passando accanto a loro e porgendole la sua mano libera; lei la strinse e lo seguì sulle scale.
La folla si stava assottigliando: solo un piccolo gruppetto di persone rimanevano indietro nella Stanza delle Necessità ed
Harry si unì a loro. La Signora Weasley stava lottando con Ginny, intorno a loro c'erano Lupin, Fred, George, Bill e Fleur.
-Tu sei minorenne!- urlò la Signora Weasley a sua figlia mentre Harry si avvicinava. -Io non te lo permetto! I ragazzi va
bene, ma tu, tu devi andare a casa.-
-Non voglio!-
I capelli di Ginny ondeggiarono quando lei riuscì a liberare il braccio dalla presa della madre.
-Io faccio parte dell'ES...-
-Una banda di ragazzini...-
-Una banda di ragazzini che sta per affrontarlo, cosa che nessun altro ha mai osato fare.- disse Fred.
-Lei ha sedici anni!- urlò la Signora Weasley. -Non è abbastanza grande! Cosa pensavate di fare portandola qui con voi?-
Fred e George parvero lievemente vergognarsi del loro gesto.
-Mamma ha ragione, Ginny.- Disse Bill gentilmente. -Non puoi farlo. Tutti coloro che sono minorenni devono andarsene, è
giusto che sia così.-
-Io non posso andare a casa- urlò di rimando Ginny, con lacrime di rabbia che si formavano nei suoi occhi. -L'intera famiglia
è qui, io non posso starmene ad aspettare a casa da sola senza sapere se...-
I suoi occhi incontrarono quelli di Harry per la prima volta. Lei lo fissò implorante, ma egli scosse la testa e allora lei
si voltò amareggiata.
-Va bene- disse lei, avvicinandosi all'ingresso del tunnel verso la Testa di Porco. -Devo dirvi addio adesso quindi...-
Ci fu un suono come di colluttazione e un grosso tonfo: qualcuno era appena passato attraverso il tunnel, sbilanciato, ed era
caduto.
Si tirò su e si sedette sulla sedia più vicina, si guardò intorno con i suoi sbilenchi occhiali dalla montatura di corno e
disse -Sono arrivato troppo tardi? È già cominciata? Io lo ho appena saputo, io...io...- farfugliò Percy. Evidentemente non
si aspettava di finire proprio in mezzo a gran parte della sua famiglia. Ci fu un lungo momento di assoluto stupore, rotto da
Fleur che si era voltata verso Lupin dicendo, in un palese tentativo di rompere la tensione. -Quindi...Dov'è il piccolo
Teddy?-
-Io...ah sì, lui sta bene!- disse Lupin a voce alta. -Sì, Tonks è con lui... a casa della madre.-
Percy e gli altri Weasley erano ancora ghiacciati nelle loro posizioni fissandosi.
-Ecco qui, ne ho una foto!- Urlò Lupin, tirando fuori una foto dalla sua giacca e mostrandola a Fleur e Harry, i quali videro
un piccolo bambino con un ciuffo di capelli turchesi, che salutava con le sue manine grassottelle l'obiettivo.
-Sono stato un pazzo!- ruggì Percy, così forte, che Lupin quasi lasciò cadere la sua foto. -Sono stato uno stupido, un
pallone gonfiato, sono un...un...-
-Amante-del-Ministero, rinnega-famiglia, e un'idiota affamato-di-potere-
Percy ingoiò.
-Sì, lo ero.-
-Bene, non credo tu possa dirlo più sinceramente di così!- disse Fred e porse la sua mano a Percy.
La signora Weasley scoppiò in lacrime. Corse dritta verso di lui, spingendo Fred di lato e tirando a sé Percy in un abbraccio
strangolante, mentre lui le accarezzava gentilmente la schiena, gli occhi rivolti verso suo padre.
-Mi dispiace Papà- disse Percy.
Il Signor Weasley sbatté le palpebre alquanto velocemente, dopo di che anche lui si affrettò ad abbracciare suo figlio.
-Cosa ti ha fatto tornare la ragione, Perce?- chiese sfacciatamente George.
-È ritornata da un po' di tempo- disse Percy, asciugandosi gli occhi da sotto gli occhiali, con un angolo del suo mantello da
viaggio. -Ma dovevo trovare un modo per andarmene e non è così facile al Ministero, loro imprigionano traditori di continuo.
Ho fatto in modo di contattate Aberforth e lui mi ha rivelato neanche dieci minuti fa che ad Hogwarts stavano per scoppiare
un combattimento, quindi... eccomi quì.-
-Bene, noi dobbiamo obbedire ai nostri Prefetti, perché prendano il comando in tempi come questi- disse George, in una
perfetta imitazione dei modi pomposi, tipici di Percy. -Ora andiamo di sopra e combattiamo, o tutti i migliori Mangiamorte
saranno già stati presi-
-Quindi tu sei mia cognata, adesso?- disse Percy, stringendo la mano di Fleur, mentre presero a dirigersi verso la scala con
Bill, Fred e George.
-Ginny!- abbaiò la Signora Weasley.
Ginny stava tentando di andare anche lei verso le scale, coperta dalla improvvisa riconciliazione.
-Molly, ascoltami- disse Lupin, -Perché non lasci che lei rimanga qui, così almeno lei sarà sulla scena e saprà cosa sta
succedendo, senza però essere nel mezzo della battaglia, no?-
-Io...-
-Questa è un ottima idea- disse il Signor Weasley con fermezza -Ginny, mi hai sentito? Tu rimani qui!-
Ginny non sembrò gradire molto questa idea, ma sotto lo sguardo insolitamente severo del padre, fece cenno di assenso.
Il Signor e la Signora Weasley si diressero verso le scale insiema a Lupin.
-Dov'è Ron?- chiese Harry. -Dov'è Hermione-?
-Devono essere già andati nella Sala Grande- rispose il Signor Weasley da sopra le sue spalle mentre si affrettava verso le
scale.
-Non li ho visti passare prima- disse Harry.
-Li ho sentiti parlare di qualcosa circa un bagno- disse Ginny, -non molto dopo che te ne sei andato-
-Un Bagno?- Percorse la stanza verso una porta aperta che portava fuori dalla Stanza delle Necessità e controllò il bagno
dietro di essa. Ma era vuoto.
-Sei sicura che abbia detto Ba...?-
Ma in quel momento la sua cicatrice riprese a bruciare e la Stanza delle Necessità scomparve: stava guardando attraverso
l'alto cancello di ferro lavorato, con i cinghiali alati posti su dei pilastri da entrambi i lati, stava guardando attraverso
le nere terre davanti al castello che erano infiammate di luci. Nagini giaceva distesa lungo le sue spalle. Egli era
posseduto da quel freddo e crudele senso di fermezza che precedeva l'omicidio.
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