Harry Potter e i Doni della Morte  
HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE


HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE
  
HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE

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Sinossi del Libro (by Ema)

 

E' estate. I Dursley vengono nascosti dagli Auror, mentre Harry è sotto la protezione dell’Ordine della Fenice. Il piano di fuga dalla casa degli zii va però storto e Harry si salva per un soffio dalla battaglia nei cieli di Londra, arrivando alla Tana incolume. Il povero George Weasley perde un orecchio, mentre Malocchio Moody perde la vita.
Nessuno è più al sicuro, i Mangiamorte sono ovunque e in occasione del Matrimonio di Fleur e Billy irrompono nel giardino della Tana dove si teneva la cerimonia nunziale seminando il panico.Fortunatamente un Patronus di Kingsley Shakelbolt avverte in tempo gli ospiti e permette ad Hermione di smaterializzarsi insieme a Ron e Harry in un pub di Londra. Attaccati anche lì da due Mangiamorte, i tre ragazzi decidono di rinchiudersi al numero 12 di Grimmauld Place, nella casa di Sirius Black che ormai appartiene a Harry.
Ormai soli, senza la possibilità di comunicare con nessuno per paura di essere scoperti, trascorrono più di un mese nella casa, aiutati dall’elfo Kreacher nella ricerca del primo Horcrux, il medaglione che Harry e Silente avevano recuperato, ma che si trattava di un falso.
Scoperto che il vero medaglione era stato rubato da Mugundus Fletcher dopo la morte di Regulus Balck, fratello di Sirius, e rivenduto alla Umbridge, i tre ragazzi mettono a punto un piano per penetrare nel Ministero dove lavora l’odiata donna e prenderle il medaglione.
Usando la pozione polisucco che Hermione aveva saggiamente portato con sé, i ragazzi prendono le sembianze di tre membri del ministero e con un colpo di mano raggiungono la Umbridge e le sottraggono il medaglione.
L’avventura al Ministero rivela ai tre le terribili condizioni in cui si trova il mondo magico, privato del vero Ministro ucciso dai Mangiamorte e rimpiazzato con un loro fantoccio; e delle sofferenze dei maghi nati Babbani e dei Mezzosangue, costretti sotto tortura a giustificare il possesso delle arti magiche e a registrare le loro famiglie.
Mentre scappano dal Ministero, però, i tre vengono scoperti e sfuggono alla cattura per un soffio, rifugiandosi tra le colline inglesi, sotto una tenda che la solita Hermione aveva preso con sé. Senza più una vera casa, senza cibo e incapaci di distruggere l’Horcrux in loro possesso, i tre ragazzi passano settimane e settimane in mezzo al nulla. Frustrati e nervosi, anche per colpa del potere malefico dell’Hocrux che indossano a turno, i tre iniziano a litigare, finché Ron, stufo di sopportare Harry e la sua incapacità di mettere a punto un vero piano d’azione, si smaterializza lasciando l’amata Hermione e Harry da soli.
Distrutti dalla decisione dell’amico, i due decidono di andare a Godric’s Hollow, alla ricerca della spada di Grifondoro che potrebbe permettere loro di distruggere gli Horcrux.
La visita al luogo dove riposano i genitori di Harry si rivela però una trappola e i due ragazzi si imbattono nel terribile serpente Nagini, mandato lì da Voldemort per ucciderli.
Hermione con una magia esplosiva riesce a salvare lei e Harry, ma la bacchetta di quest’ultimo si spezza inesorabilmente in due parti.
Tornati nei boschi, distrutti e affamati, i due ragazzi sembrano aver perso le speranze, quando una notte, Harry vede il Patronus di un cerva avvicinarsi a lui e lo segue. La cerva lo conduce ad una pozza gelata che cela al suo interno la mitica spada di Grifondoro. Tentando di recuperarla, però, Harry rischia di annegare perché indossa l’Horcrux (che cerca di soffocarlo) e soltanto l’intervento risolutivo di un provvidenziale Ron lo salva dalla morte.
Riappacificatosi con l’amico che credeva perduto, Harry sistema l’Horcrux su una pietra, mentre Ron lo trafigge con la spada recuperata nella pozza. Di nuovo insieme, i tre iniziano a pensare dove possa essere nascosto il successivo Horcrux e decidono di chiedere al padre di Luna, Xenophilus, il significato dell’oggetto che indossava il giorno del matrimonio di Bill e Fleur, uno strano simbolo appartenuto al mago oscuro Grindelwald, affrontato e sconfitto da Silente cinquant’anni prima.
Giunti a casa dei Lovegood, i tre vengono a conoscenza di un’antica favola del mondo magico, che narra la storia di tre fratelli che riuscirono ad ingannare la Morte. In premio, la Morte offre loro tre Doni: una bacchetta invincibile, una pietra per resuscitare i morti e un mantello dell’invisibilità permanente, che non si sarebbe consumato con gli anni.
Colpiti dal significato di questa favola, Harry, Ron ed Hermione si accorgono appena in tempo di essere stati traditi dal padre di Luna, disperato per il rapimento della figlia e costretto a consegnare Harry ai Mangiamorte in cambio del suo rilascio.
Con una fuga rocambolesca i tre tornano a nascondersi nei boschi, ma inavvertitamente pronunciano il nome Voldemort, ignari del fatto che i Mangiamorte avevano gettato un incantesimo su che avrebbe intercettato chiunque lo pronunciasse. Catturati dunque dal terribile lupo mannaro Fenrir Greyback e dai suoi scagnozzi, i tre vengono trasportati al quartier generale di Voldemort, il castello dei Malfoy.
Rinchiusi nelle segrete, Harry e Ron incontrano Luna, Ollivander e Unci-Unci, il folletto della banca Gringott, mentre Hermione viene interrogata e torturata da Bellatrix Lestrange in persona.
Disperato, Harry chiede aiuto allo specchio magico lasciatogli da Sirius e dallo specchio appare inaspettatamente Dobby, l’elfo domestico liberato. Sfruttando la capacità digli elfi di smaterializzarsi in ogni luogo, Dobby riesce a portare in salvo i prigionieri, mentre Ron e Harry devono fare i conti con Codaliscia, messo in allarme dalla confusione. Tenta di strangolare Harry con la mano d’argento donatagli da Voldemort, Harry gli ricorda che anni prima gli aveva salvato la vita e Codaliscia si ferma. Ma il Signore Oscuro non perdona chi mostra pietà, e la mano magica di Codaliscia si ritorce contro l’ometto stesso, uccidendolo.
Liberi e furiosi, Ron e Harry fanno irruzione nel luogo dove Bellatrix sta torturando Hermione e dalla battaglia che ne scaturisce, i tre ragazzi riescono a mettersi in salvo insieme a Dobby, tornato per aiutarli, e riescono a sottrarre a Bellatrix e Draco Malfoy le rispettive bacchette magiche.
Giunti al cottage dei novelli sposi Bill e Fleur si avvedono che Dobby è stato ferito nello scontro dal pugnale di Bellatrix e poco dopo muore. Harry si offre di scavargli una tomba senza usare la magia, incidendo l’epitaffio: qui giace Dobby, un elfo libero.
Ollivander, intanto, spiega a Harry la storia della bacchetta invincibile e del fatto che essa passi di mago in mago, e il duello che si tenne tanti anni prima tra l’oscuro Grindelwald e Silente permise a quest’ultimo di conquistare legittimamente l’artefatto magico.
Anche Voldemort è a caccia della reliquia e si reca dunque nella tomba di Silente per sottrargli la bacchetta. Harry, che continua a mantenere un contatto aperto con la mente di Voldemort (cosa che fa infuriare Hermione che lo esorta ad usare l’Occlumanzia) vede il suo nemico profanare la tomba del grande preside, ma decide di non intervenire, preferendo seguire i consigli di Silente e occuparsi degli Horcrux.
Venuti a conoscenza che la coppa di Tassorosso si trova nella camera blindata di Bellatrix Lestrange alla Gringott, i tre amici chiedono aiuto al folletto Unci-Unci per riuscire a penetrare nei sotterranei della banca. Bill avverte Harry della natura dei folletti, esseri avidi e disonesti, ma il ragazzo conclude che è obbligato a correre dei rischi, vista la posta in gioco.
Mentre Hermione si trasforma in Bellatrix con la pozione polisucco e Ron si camuffa, Harry e Unci-Unci si nascondono sotto il mantello dell’invisibilità e insieme entrano alla Gringott. Per la prima volta in vita sua, costretto dalla situazione di pericolo, Harry usa una maledizione senza perdono, scagliando la maledizione Imperius sulle guardie della banca, permettendo a Ron e Hermione di accedere alla camera blindata. Con un po’ di difficoltà, i ragazzi si impossessano della coppa di Tassorosso, ma Unci-Unci li tradisce, da l’allarme, e scappa con la Spada Originale di Grifondoro, artefatto creato dai folletti e considerato come oggetto di loro esclusiva proprietà, anche se la spada fu legalmente acquisita dal fondatore di Hogwarts.
Nella confusione generale, Hermione risveglia un enorme drago posto a guardia dei sotterranei della banca, il quale, libero, inizia a farsi strada verso la superficie, seguito dai tre amici che gli saltano in groppa e si fanno trasportare fuori, volando alto nel cielo di Londra.
La perdita della spada di Grifondoro è però un colpo durissimo, ma Harry non si da per vinto e decide di recarsi a Hogwarts alla ricerca del penultimo Horcrux, poiché ormai Voldemort è a conoscenza che Harry sta cercando e distruggendo i suoi Horcrux e per questo motivo decide di recarsi in tutti i luoghi in cui li aveva nascosti tanti anni prima per controllare.
Materializzatisi a Hogsmeade, i tre ragazzi vengono salvati dai mangiamorte di pattuglia dal fratello di Silente che racconta loro la verità sul grande mago. Nel retro del pub che l’uomo gestisce si apre un passaggio che conduce direttamente a Hogwarts e i tre ragazzi vengono introdotti direttamente nella stanza delle necessità da un raggiante Nevil e una luminosa e bellissima Ginny Weasley.
All’interno dell’amata stanza, i tre ritrovano tutto l’Esercito di Silente, comandato da Neville.
Rincuorati dalla determinazione di quei ragazzi, Harry Ron e Hermione decidono di accettare il loro aiuto e mentre Harry si fa condurre da Luna nella Torre di Corvonero, Ron e Hermione si recano nella Camera dei Segreti, alla ricerca delle zanne del Basilisco, ultima speranza per distruggere i rimanenti Horcrux.
Giunto nella sala comune di Corvonero, Harry incontra due Mangiamorte di guardia e poco dopo una stupita e spaventata Minerva Mc Grannit fa il suo ingresso nella stanza. Il comportamento arrogante e sprezzante dei Mangiamorte producono in Harry, nascosto dal mantello dell’invisibilità, una collera funesta e quando uno di loro sputa in faccia all’inerme professoressa, il ragazzo esce fuori dal suo nascondiglio e usa per la seconda volta una Maledizione senza perdono, torturando fino allo svenimento il mago oscuro.
Scioccata dalla presenza di Harry, la McGrannit chiede spiegazioni e decide di organizzare la resistenza del Castello, aiutata dagli altri Direttori delle Case e dai ragazzi maggiorenni.
Intenti a recarsi nella Sala Grande, gli insegnanti incontrano il preside, Severus Piton, che fugge dalla finestra senza combattere e si rifugia alla Stamberga Strillante.
Aiutato dal fantasma di Corvonero, Harry recupera l’Horcrux e, mentre Ron e Hermione usano le zanne del Basilisco sulla Coppa di Tassorosso, i tre vengono attaccati da Malfoy, Tiger e Goyle che li sorprendono nella Stanza delle necessità.
Mentre infuria lo scontro, la stanza prende fuoco e mentre i 6 ragazzi tentano di mettersi in salvo, le fiamme distruggono il diadema di Corvonero e tolgono la vita a Tiger, mentre Harry riesce a salvare Malfoy e Goyle che fuggono immediatamente. Harry, Ron e Hermione possono ora concentrarsi sull’ultimo Horcrux: il terribile serpente Nagini.
Il Castello è sotto attacco, i Mangiamorte si scagliano con violenza contro le mura difese dai professori e da tutti coloro che hanno deciso di combattere contro la perversione e l’orrore del potere oscuro. Nelle furia della battaglia perdono la vita Fred Weasley, Lupin e Tonks che lasciano orfano il loro figlio Ted nato da pochi mesi.
Sempre in contatto con la mente del Signore Oscuro, Harry si reca con i due amici alla Stamberga strillante, e i tre assistono ad una scenda terribile: Voldemort, convinto che Piton sia il vero possessore della bacchetta invincibile, avendo ucciso Silente, lo fa sbranare da Nagini (che contenendo parte della sua anima è come fosse Voldemort stesso) e si impossessa della bacchetta.
Harry si avvicina al corpo dell’odiato professore il quale gli tende un filo dei suoi pensieri, prima di spirare. Con i pensieri di Piton in bottiglia, Harry si reca nell’ex ufficio di Silente e si getta nel pensatoio. Con il cuore gonfio, il ragazzo apprende la vera natura dell’uomo e dell’amore che lo ha legato per tutta la vita a Lily Evans, madre di Harry.
Comprende inoltre che Voldemort, impegnato fino alla follia a mutilare la sua anima, non si è mai accorto di averne inserita una parte anche in Harry, che risulta così essere il 7° Horcrux e deve quindi morire per rendere mortale il malvagio Signore Oscuro. Sopraffatto dal dolore, il ragazzo si reca nella foresta proibita e si offre spontaneamente a Voldemort che lo uccide.
Sospeso nel regno dei morti, Harry incontra Silente che finalmente getta la maschera e gli spiega ogni cosa. Nel sangue di Voldemort scorre il sangue di Harry, protetto dal sacrificio di sua madre e pertanto, finché Voldemort non muore, anche Harry non può morire perché la protezione lega ormai entrambi.
Gli confessa inoltre che con questo gesto, Voldemort ha distrutto la sua parte di anima dentro Harry, che può finalmente possedere un anima pura e incorrotta ed ora ha la possibilità di scegliere senza intrusioni. Il grande preside racconta a Harry di come lui stesso, insieme a Grindelwald, sia stato tentato dal desiderio di possedere i tre Deathly Hallows (i Doni della Morte), che lo avrebbero reso padrone e maestro della morte stessa, conquistando un potere troppo grande e troppo pericoloso.
Nell’intento di distruggere il primo Horcrux, l’anello di Gaunt, Silente si era reso conto di avere davanti a sé la Pietra della Resurrezione, ignorata da Voldemort, e nella foga di usarla per rivedere i suoi cari defunti, si era scordato delle maledizioni che proteggevano l’anello e veniva investito dal potere oscuro, condannandosi a morte entro un anno.
A questo punto mette a punto un piano con Piton che avrebbe dovuto ucciderlo al momento giusto, per non destare sospetti e per rafforzare la sua posizione privilegiata tra i Mangiamorte.
Harry si rende così conto di possedere tutti e tre i Doni perché oltre al mantello ereditato da suo padre e alla pietra lasciatagli da Silente, possiede anche la bacchetta invincibile per un sottile scherzo del destino. Quando Piton uccise Silente, il primo a raccogliere la sua bacchetta fu Draco Malfoy che si conquistò dunque il diritto di possedere LUI la bacchetta invincibile. Harry, avendogli sottratto la bacchetta, è il vero possessore di questo oggetto. Dopo un doloroso commiato con il suo ex preside, Harry torna a Hogwarts dove la battaglia continua ad infuriare, portato in braccio da Hagrid che lo ritiene morto come tutti, Voldemort compreso.
In uno slancio di eroismo, Neville si lancia contro Voldemort che lo immobilizza e gli mette in testa il vecchio cappello parlante ricoperto dalle fiamme, obbligandolo a giuragli eterna fedeltà. Ma il coraggio di Neville è tale che dal cappello spunta la Spada di Grifondoro e il ragazzo, brandita l’arma, decapita Nagini come Harry gli aveva disperatamente chiesto di fare poco prima della battaglia.
Ormai Voldemort è solo, senza più Horcrux, e le sue maledizioni non hanno efficacia perché Harry, come sua madre, si è volontariamente gettato nelle braccia della morte creando una protezione inattaccabile verso tutti i suoi cari impegnati nella guerra contro il male. Cieco di rabbia il Signore Oscuro lancia a Harry l’Avada Kedavra, che però rimbalza contro la bacchetta invincibile che Harry impugna e lo uccide.
Il trionfo per la caduta di Voldemort è totale, e Harry si reca subito nella stanza del preside per comunicare con il ritratto di Silente. Il ragazzo, dimostrando più saggezza del grande mago, rinuncia ai tre Doni della Morte e ripone la bacchetta invincibile nella tomba di Silente.
Il ragazzo che è sopravvissuto ha vinto, nel modo più sublime e con un coraggio da autentico, assoluto Grifondoro.




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